«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

martedì 17 marzo 2009

Nomenclatore a rischio, governo e regioni cerchino accordo

Fra le misure che potrebbero non vedere la luce con la definizione dei livelli essenziali di assistenza c'è l'aggiornamento del nomenclatore tariffario, fermo dal 1999. Gravi conseguenze per cittadini e aziende produttrici.
Nonostante le parole incoraggianti spese negli ultimi tempi, non c'è accordo fra Regioni e Governo sul Nomenclatore tariffario - l'elenco delle protesi e ausili garantiti dal servizio sanitario nazionale - che dunque, nell'ambito della definizione dei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) è a forte rischio. Un suo eventuale rinvio significherebbe la frustrazione delle aspettative delle persone con disabilità e dei loro familiari, che sarebbero costretti a proseguire nell'acquisto diretto di ausili tecnologici indispensabili alla loro autonomia. E' la denuncia della Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap) che promuove un appello, già sottoscritto da numerose organizzazioni, rivolto al presidente del Consiglio, al ministro della Salute, al presidente della Conferenza delle Regioni e al coordinatore della Commissione Salute di quest'ultima. Oltre al nomenclatore tariffario, inoltre, è probabile che solo alcuni altri livelli essenziali siano approvati, causando ulteriori difficoltà ai cittadini.
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La Fish fa notare che i professionisti sanitari, i centri ausili e le stesse aziende produttrici, oltre alle persone disabili, attendono dal 1999 che le innovazioni tecniche e tecnologiche possano diventare ausili erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale: "il tempo trascorso rappresenta un'era intera in campo tecnologico e non è più accettabile il rinvio dell'adozione di tale strumento, ancorché dovuto a interessi che non riguardano il raggiungimento della massima autonomia delle persone con disabilità".
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