
Rimasta menomata da un incidente stradale, un'artista californiana ha lanciato in rete un appello a ingegneri e informatici per aiutarla a costruire una web cam oculare. Il prototipo della nuova protesi è pronto e sarà presentato alla prossima Biennale di New York.
Una telecamera impiantata nell'occhio sinistro per realizzare un desiderio: andare oltre la disabilità, trasformando il proprio handicap in una forma d'arte. Il sogno di Tanya Vlach, artista californiana di 35 anni, a breve potrebbe diventare realtà. Il prototipo del suo occhio bionico, realizzato dal fondatore dell'Artisan Robotics, Frank Oliver, sarà presentato a novembre alla prossima biennale di New York. E la sua storia, che sembra uscita da un romanzo di fantascienza, potrebbe aprire la strada per nuove e importanti novità nel campo della ricerca scientifica sulle protesi artificiali.
"Ancora una storia di protesi che diventano ragione di nuove emozioni, anziché rappresentare il suggello di una menomazione fisica", scrive Gianluca Nicoletti nell'ultimo post del suo blog Emozioni e protesi.
"Sul suo blog http://tanyavlach.wordpress.com/ è diventata un punto di raccordo per molte persone con la sua stessa disabilità, lei è convinta che riuscirà a dare a tutti la possibilità di immaginare una via d'uscita creativa alla loro menomazione. Trovo che sia importante segnare le varie tappe di questa nuova prospettiva, stiamo cercando di cogliere i primi sintomi di una nuova maniera di intendere il rapporto tra naturale e tecnologico. Per lo meno nelle accezioni che sempre abbiamo dato a questi due termini che sembravano in netta contrapposizione", conclude Nicoletti. "Stiamo osservando che in caso di necessità tale antitesi perde valore, non esiste il regno della carne intangibile, o per lo meno comincia a non esistere più quando quella carne ci dà qualche problema".
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