“Gli utenti sordi si saranno accorti che da alcuni mesi la qualità del servizio di sottotitolazione dei programmi Rai ha subito un evidente peggioramento. Dal 1° gennaio 2009, infatti, la Rai ha affidato la sottotitolazione dei programmi preregistrati ad una società che si occupa di post-produzione e che non risulta avere alcuna esperienza specifica nel settore.
Fino a quella data, per quasi ventitré anni, a curare l’edizione dei sottotitoli sono state alcune società consorziatesi nel corso degli anni, che hanno sempre cercato di offrire una sottotitolazione il più possibile corretta e efficace e che avevano raggiunto standard qualitativi di buon livello. Affiancate da psicologi e linguisti, avevano elaborato insieme ai responsabili di Televideo i criteri di sottotitolazione, consapevoli dell’importanza di questo servizio”. Così comincia la protesta dell’Ens, Ente nazionale sordi, che lamenta uno scadere della qualità della sottotito lazione, per pure ragioni di tagli di fondi e in spregio ai diritti di chi non sente.
“In spregio all’art. 15 del contratto di servizio vigente, che impone alla Rai la definizione e il rispetto di elevati standard di qualità tecnica dei servizi offerti – prosegue l’Ens - il 25 novembre 2008 la Direzione Produzione Rai ha indetto una “informale raccolta di proposte commerciali” per l’affidamento del servizio di sottotitolazione per Televideo, che di fatto si è rivelata nient’altro che una gara al ribasso sulla pelle dei sordi.
La società che si è aggiudicata il servizio, con un ribasso che risulta essere superiore al 50%, come rilevato da molti utenti si è infatti da subito mostrata del tutto inadeguata: la sottotitolazione è spesso priva di criteri, dai colori psichedelici, con scritte che schizzano letteralmente sullo schermo o partono con grande ritardo o grande anticipo in un tripudio di refusi, di errori di ortografia e di sintassi agghiaccianti, con la “x” a sostituire il “per” come in un sms tra adolescenti, decisamente indegni di una tv nazionale che esige la corresponsione di un canone annuo, che i sordi pagano come tutti gli altri cittadini”.
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- L'articolo completo su Press-IN anno I / n. 454 - Redattore Sociale del 12-03-2009 >>
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