Una nuova iniziativa della Pediatria dell’ospedale Cuneo che, nell'ottica di una crescente collaborazione con enti e associazioni, come la Regione e il 1° Circolo Didattico e l’ABIO, garantirà ai piccoli pazienti continuità educativa ed emotiva.
In questo senso, l’attività scolastica che si svolge all’interno del S. Croce gioca un ruolo fondamentale per più di un motivo: innanzitutto perché i bambini ricoverati hanno il diritto e la necessità di proseguire, per quanto è possibile, il normale percorso formativo, evitando che la permanenza in ospedale li penalizzi eccessivamente rispetto ai compagni; in secondo luogo perché l’apprendimento è per loro un bisogno primario e una fonte di entusiasmo, una “sete di vita” che fa parte a pieno titolo della cura.
Ora, presso la sezione di Scuola in Ospedale dell’Azienda guidata da Giorgio Gatti è in dirittura d'arrivo l'installazione di una lavagna interattiva multimediale che permetterà anche il collegamento, in tempo reale, con le scuole primarie di Corso Soleri e Corso Galileo Ferraris per le quali, in questi stessi giorni, si sta procedendo al medesimo intervento. Le lavagne interattive sono la nuova frontiera della didattica in classe: permettono di importare informazioni da programmi appositamente ideati e da siti internet, senza che ciò impedisca di utilizzarle allo stesso modo di quelle tradizionali.
In stretto legame con le scuole di provenienza, che grazie al Registro Elettronico possono interagire in tempo reale con Maria Teresa Lingua, l'insegnante "ospedaliera", i bambini ricoverati saranno in grado di seguire il lavoro dei loro compagni, pronti a rientrare in classe avendo "perso" meno occasioni formative possibili. Con la Lavagna Interattiva Multimediale, attraverso il collegamento via web-cam, assisteranno a lezioni effettuate nelle classi di provenienza e parteciperanno a particolari attività didattiche in atto nelle elementari di Corso Soleri e Corso G.Ferraris, interagendo con i programmi regionali allestiti dalla Rete Piemontese delle Scuole in Ospedale.
Per loro, insomma, i muri dell’ospedale non sono barriere.
(fonte: www.sohia.it - Cuneo Cronaca / 25 Gennaio 2010)
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