«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

venerdì 5 febbraio 2010

Scuola sulle isole, a Marettimo lezioni su Internet

Fino a ieri le famiglie dovevano trasferirsi in Sicilia per fare studiare i figli. Oggi la scuola di Marettimo, nelle Egadi, è rinata, grazie alla lavagna interattiva.
Non suona la campanella delle otto, a Marettimo. Sull’isola più lontana delle Egadi - un porticciolo, la chiesa, l’ufficio postale, la guardia medica, due carabinieri ospitati al bed & breakfast, un bar e un edificio scolastico malconcio che ospita una trentina di alunni, dalla materna alle medie - le lezioni iniziano con una melodia d’arpa: quella del classico jingle di Windows. «Ragazzi, accendete la Lim» ordina l’insegnante. E con l’avvio della lavagna interattiva multimediale inizia anche la videoconferenza, che oggi collega quattro studenti di terza media ai coetanei di Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze. La lezione si sviluppa come una puntata del serial tv Lost: rimbalzando dall’isola alla terraferma, dalla terraferma all’isola, le riflessioni dei ragazzi sul tema del bullismo vengono riportate in tempo reale sulla lavagna elettronica e poi, una volta codificati i testi per la pubblicazione in internet, verranno inserite nei blog delle rispettive classi. Dove i profili personali degli studenti, corredati di foto, stuzzicano reciproche curiosità, soprattutto nelle femmine (di là: «Quanto è cresciuto Andrea rispetto all’anno scorso»; di qua: «Che figo è diventato Francesco»).
Sull’isola che d’inverno rimane ostaggio della furia del mare che blocca traghetti e aliscafi e fa prigionieri i duecento residenti, la più disagiata delle sedi scolastiche è diventata un avamposto della teledidattica. In passato, le frequenti assenze dei docenti costringevano la bidella - beninteso, se almeno lei riusciva ad arrivare - a tenere chiuso il portone della scuola e rimandare gli alunni a casa. Festa grande? Nemmeno per sogno: «A Marettimo come in tutte le isole minori, la scuola è l’unica agenzia formativa della comunità: il luogo dove si studia e si impara, ma anche il solo posto dove incontrarsi ogni giorno, comunicare tra coetanei, giocare insieme» spiega Linda Guarino, coordinatrice del progetto Marinando che per tre anni ha sperimentato le nuove tecnologie applicate all’insegnamento. Con quali risultati concreti? Approdato su questo scoglio oltre il quale c’è solo mare aperto (vento di bufera il benvenuto, frustate di pioggia l’arrivederci), ho cercato di scoprirlo.
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