Il sito dell’Epso, European personnel selection office, non permette di riempire autonomamente i moduli per partecipare ai test. Accessibilità trascurata nella progettazione degli stessi test.
A Bruxelles non si parla d’altro: le nuove modalità di concorso per le selezioni dei futuri funzionari europei. Un mese fa, esattamente il 16 marzo, l’Epso (European Personnel Selection Office), ha aperto ufficialmente le candidature per chi voglia tentare il test.
Procedure per partecipare semplificate, domande meno nozionistiche ma piuttosto con l’intento di valutare le competenze di ciascuno e maggiore trasparenza dei risultati: così l’Epso pubblicizza, sul proprio sito, questa novità nei concorsi per la selezione delle nuove generazioni di funzionari Ue. Eppure se sei non vedente, anche solo riempire i moduli online per partecipare ai test può essere un calvario: il calendario per inserire le proprie esperienze professionali e il background scolastico e universitario non è infatti accessibile agli screenreader, i lettori di schermo utilizzati dai ciechi per usare il computer, e si devono fare i salti mortali per riuscire a inoltrare la domanda di partecipazione in maniera autonoma.
Ma questo è solo l’inizio: l’accessibilità è stata trascurata in tutto e per tutto nella progettazione dei nuovi test ed è davvero un’opportunità sprecata per avvicinarsi a quel concetto di progettazione universale (in inglese “design for all”) di cui tanto si parla nei corridoi delle istituzioni europee.
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Il solito discorso, insomma: dove sono finite la progettazione universale e l’information society senza barriere? Lo European Disability Forum, sentito da Redattore Sociale riguardo all’inaccessibilità dei nuovi concorsi per funzionari, ha dichiarato di aver dato inizialmente un consulto all’Epso sulla questione, ma di non esser poi stato più ricontattato. Sia l’Edf che l’Epso, comunque, si sono impegnati a lavorare insieme per migliorare l’accessibilità dei nuovi test, che da quest’anno saranno svolti a cadenza annuale. Intanto, per le persone con disabilità, resta la buona e vecchia legge di Murphy: “Sorridi, domani sarà peggio”. (Maurizio Molinari)
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