«Il diritto allo studio è di tutti e garantirlo anche agli studenti diversamente abili è uno degli obiettivi del nostro ateneo». Così il delegato del rettore alla Disabilità Paolo Alessi ha presentato l’attività dello Sportello disabili dell’Università nell’ambito dell’evento ”Domus persona” ospitato alla Fiera.
Uno Sportello nato per offrire assistenza ad una fetta sempre più consistente della popolazione studentesca. Il numero degli iscritti disabili, infatti, è andato via via crescendo nel corso degli anni: dagli appena 43 nel ’98 ai 197 nel 2007. E oggi sono più di 200 su 22.855 universi tari totali.
Gli iscritti diversamente abili prediligono le facoltà umanistiche: 40 a Lettere e Filosofia, 32 a Scienze della Formazione, 15 a Giurisprudenza. Tra le facoltà scientifiche le più gettonate sono Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (16) e Medicina (10). L'aumento degli immatricolati testimonia il lento riconoscimento dei diritti dei disabili, una categoria che seppur in continua evoluzione racchiude al suo interno problematiche, gradazioni e sfumature molto diverse. Per spingere come protagonisti a 360° gli studenti diversamente abili dentro la vita universitaria, nel 2001 è nato, in base alla legge 17/99, lo Sportello Disabili che ha sede in piazzale Europa 1, edificio A, al piano seminterrato dell’ala destra.
I servizi offerti vanno dalla prima accoglienza fino all’assistenza nelle pratiche burocratiche, dall'immatricolazione all’esonero delle tasse. «Gli studenti con almeno il 66% di invalidità certificata - ha spiegato Lucia Nardin, operatrice dello Sportello - hanno diritto all’esonero totale da tasse e contributi universitari». «La specifica politica del nostro ateneo - ha proseguito Nardin - prevede per gli studenti con invalidità tra il 45% e il 65%, l’esonero parziale, versano cioè solo la prima rata». In base al tipo di disabilità, viene inoltre concordato un servizio di tutoraggio personalizzato che va dalla stesura degli appunti alla preparazione degli esami o l'accompagnamento a mense e biblioteche.
Per poter frequentare le lezioni gli studenti disabili possono usufruire di un servizio di trasporto, dalla propria casa alla sede universitaria. Per quanto riguarda poi i libri di testo l’Università ha stipulato una convenzione con il Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre per la trasformazione dei testi cartacei in formato alternativo (audio libro in CD o mp3, stampa braille). Purtroppo, i limiti di questo servizio sono dettati dai tempi lunghi necessari alla realizzazione, non sempre compatibili con gli appelli d’esame.
Per gli studenti non vedenti sono attive tre postazioni informatiche rispettivamente alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, alla Facoltà di Lettere e Filosofia e nell'edificio H3. «Negli edifici più vecchi dell’ateneo non si è ancora riusciti ad abbattere tutte le barriere architettoniche e sensoriali, ma - ha dichiarato Elisabetta Azzoni, responsabile Sportello Disabili - c’è una grande collaborazione tra lo Sportello e i docenti nell'organizzazione di lezioni ed esami in aule accessibili a tutti. Abbiamo anche pubblicato - ha proseguito Azzoni - una guida all’accessibilità dell'ateneo, che riporta i percorsi più agevoli, l'ubicazione di parcheggi riservati e toilette attrezzate, le caratteristiche degli ascensori». Una larghezza di 90 cm invece che 80, infatti, fa la differenza per una carrozzina.
Più che le buone pratiche dell'assistenza, quello che si cerca di dare è la normalità, accompagnata da spazi di autonomia. «Tutti noi, in momenti della nostra vita, come l'infanzia o la vecchiaia - ha dichiarato Giorgio Sclip, Responsabile Ufficio Prevenzione Protezione e Disabilità - siamo destinati a convivere con diverse forme di disabilità. Abbattere le barriere significa non solo applicare la normativa ma anche ridurre le spese: maggiore è il livello di autonomia di tutti i cittadini, infatti, minore sarà la richiesta di servizi ausiliari e aggiuntivi». L'Università deve essere di tutti e la strada verso l'integrazione è tracciata.
Lorenza Masè
(fonte: Press-IN anno II / n. 996 - Il Piccolo di Trieste del 20-04-2010)
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