«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

martedì 20 luglio 2010

Disabili, la metà non va alle medie

Segnalo per completezza
- il comunicato stampa Istat: http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100513_00/
- il testo integrale del comunicato: http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100513_00/testointegrale20100513.pdf
- il volume on line: http://www.istat.it/dati/catalogo/20100513_00/arg_09_37_la_disabilita_in_Italia.pdf

Press-IN anno II / n. 1970
Italia Oggi del 20-07-2010
Disabili, la metà non va alle medie. L'Istat denuncia i ritardi nell'integrazione. All'Italia va però il merito di non puntare su classi speciali. La colpa di barriere architettoniche e programmi inadeguati.
Il 50% degli italiani con disabilità si ferma alla licenza elementare. Ma il titolo di studio tende a crescere nelle generazioni più giovani. Carenze e inadeguatezza dell'offerta formativa e delle strtture architettoniche sono l'origine dell'abbandono degli studi nel 13% dei casi. A fotografare i livelli nazionali di istruzione e di integrazione scolastica disabili è l'Istat nel recente rapporto “Disabilità in Italia” (http://www.istat.it/). Quasi uno su 4 dei disabili che vivono in famiglia, il 23%, è senza titolo studio, il 26% tra le donne. Un livello di istruzione più basso rispetto al totale della popolazione italiana, che per il 31% ha la licenza media e per il 28% il diploma superiore. Al contrario solo il 17% dei disabili ha il diploma delle medie e appena l'8% la maturità. Tuttavia, tra i più giovani si registra un trend positivo. Tra i 25-44enni finisce le medie il 44%, le superiori il 20%, dice la ricerca dell'Istat. Differenze territoriali Forti le differenze territoriali. Al Sud il 31% non ha nessun titolo di studio, al Nord il 15%. Molise (39,1%), Basilicata (36,5%) e Calabria (34,4%) registrano i valori più alti, Lombarda (14,1%), Trento (11,7%) e Bolzano (12,5%) i più bassi. Differenze che si annullano per i titoli di studio medio alti: a Puglia e Toscana va il record di laureati, dottori di ricerca e specializzati. Primo per diplomati di scuola secondaria il Lazio. Più facile il percorso di studio per le persone con difficoltà nell'udito, vista o parola: il 30% ha una laurea o un dottorato e il 15,3% la maturità. A fermarsi prima sono i disabili motori, il 52% alle elementari. Del resto, l'ambiente a rappresentare un ostacolo all'integrazione scolastica. Basti pensare che il 60% degli istituti non ha abbattuto del barriere architettoniche. «Un'area su cui bisognerebbe investire di più», sottolinea Alessandra Battisti che ha curato la parte del rapporto sulla scuola, «mentre gli istituti sembrano essere maggiormente dotati di strument i e ausili tecnologici avanzati a supporto della qualità dell'insegnamento». Negli ultimi 15 anni il numero di studenti disabili è aumentato, passando dall'1,2% nell'anno scolastico 1989/9 al 2% nel 2005/06, pari a 178.220 alunni. A volte servizio sociale Incremento dovuto anche all'innalzamento dell'obbligo scolastico. Il 60% alle superiori è iscritto all'istruzione professionale. E ancora nel 2004 l'8,73% aveva iniziato la scuola in ritardo. Mentre il 26,3% ha ripetuto almeno un anno durante il corso di studi. Un dato che merita attenzione, prosegue Battisti, «perché può configurare un utilizzo improprio del sistema scolastico per sopperire alla carenza di strutture e servizi più adeguati per l'inclusione». Le pubbliche reggonoInteressante la forte presenza di studenti disabili nelle scuole statali, pubbliche e paritarie (al 2%) rispetto alle scuole private (0,9%) e di bassissime nelle scuole speciali. «Un vanto per l'Italia che», spiega Battisti, « è il primo paese europeo per inserimento delle persone con disabilità nelle scuole normali». Per l'Istat a questo punto diventa indispensabile proseguire il buon lavoro fatto finora e di puntare alla realizzare progetti integrati scuola-lavoro.
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http://pressin.comune.venezia.it/leggi.php?idarticolo=23003
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