«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

giovedì 18 novembre 2010

Disuguaglianze digitali. Le nuove forme di esclusione nella società dell'informazione

Il grado di digital divide non dipende solo dalla possibilità di accedere alle tecnologie digitali ma anche dalle competenze che si hanno nell’usare queste tecnologie e da come e per che cosa le si utilizzano. Si può dire ancora di più: gli esclusi non lo sono soltanto qui ed ora ma lo saranno ancora di più nel futuro, perché le nuove tecnologie non solo confermano ma producono esclusione sociale.
Questo ci dice Sara Bentivegna, docente a Scienze della Comunicazione all’università romana de la Sapienza, in questo interessante saggio sul digital divide (Disuguaglianze digitali. Le nuove forme di esclusione nella società dell'informazione, Bari, Laterza 2009).
Studiando i dati Istat sull’utilizzo di internet in Italia negli anni 2000 e 2007, l'autrice fa una mappa dell’esclusione tecnologica nel nostro paese basandosi su una definizione complessa del digital divide.
(...)
Quello che emerge in modo chiaro, è che la tecnologia non si diffonde tra la popolazione in modo naturale, ma che occorrono delle politiche precise per ridurre l’esclusione; non è il libero mercato o qualcosa di insito nelle tecnologie digitali (nelle reti sociali che si creano) che ne permette uno sviluppo armonioso, ma un intervento preciso, programmato e questa azione è urgente. Nelle società dell’informazione il capitale umano (quello che ciascun individuo sa) diventa di vitale importanza per una nazione e, avere larghe fette di popolazione esclusa, si ripercuote sulle possibilità di sviluppo di tutto il sistema economico e sociale.
- continua su http://www.bandieragialla.it/ >>

Nessun commento: