«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

martedì 6 marzo 2012

La beffa dell'adozione dei libri di testo 2

Quest'anno con la nuova normativa in materia di adozione dei libri di testo il panorama si presenta molto articolato e forse sarebbe il caso di iniziare a preoccuparsene.
Partiamo dall'offerta delle case editrici. In pratica il testo scolastico potra' essere proposto in ben quattro formati:
1. libro misto.
2. libro misto multimediale.
3. libro misto scaricabile.
4. libro scaricabile da internet.
Gia' da questo elenco si capisce che la filosofia del servizio di trascrizione per i disabili visivi (capofila la Biblioteca Italiana Ciechi di Monza) o il servizio LibroAid di Bologna, fin qui adottata, ha poco senso. Inoltre il libro multimediale e' costruito in Flash, quindi assolutamente non accessibile. Ma il peggio arriva quando diventa chiaro che neanche la Biblioteca dei ciechi di Monza puo' trasformarlo in un testo accessibile.
Poi c'e' la questione delle risorse didattiche digitali legate ai testi cartacei e presenti on line. E anche in questo caso molte case editrici hanno almeno due piattaforme:
1. la piattaforma per i testi pubblicati dopo il 2010.
2. la piattaforma per i testi pubblicati prima del 2010.
Queste piattaforme non rispettano la legge Stanca, quindi le risorse non sono accessibili in modo autonomo e se il docente le utilizza e' ovvio che Monza o Bologna possono fare ben poco, anche perche' l'accesso alle
piattaforme e' regolamentato. Per esempio:
1. e' necessaria la classica registrazione, univoca perche' riferita al singolo studente.
2. se il riferimento e' il libro cartaceo bisognera' inserire il codice breve del testo e il codice lotto.
3. se si tratta di materiali liberi bastera' inserire il codice ISBN.
4. se si tratta di materiali protetti si dovranno inserire i due codici impressi sul bollino SIAE.
5. se il riferimento e' il libro digitale si dovra' inserire un altro codice ricevuto via e-mail.
Personalmente ritengo gia' questo elenco una follia.
Quanto scritto vale anche per le estensioni on line dei libri di testo. Inaccessibili con le tecnologie assistive.
Infine arriviamo alle scelte commerciali.
Spesso quando pensiamo al testo digitale lo associamo all'ebook reader. Niente di piu' sbagliato. Questi libri non sono costruiti per essere letti da un normale reader ma da un Tablet o da un Pc. E qui arriva la mazzata
finale. Infatti fino a 6 mesi addietro il software utilizzato dalle case editrici scolastiche era lo standard Adobe Digital Editions e si aspettava di verificarne l'accessibilita' della versione 1.8, cosi' come annunciato dalla
stessa Adobe. Finalmente la protezione DRM non sarebbe stato piu' un ostacolo alla lettura per tutti.
Invece che ti combina la piu' grande piattaforma di vendita di testi scolastici digitali (http://www.scuolabook.it/)? Si fa il suo software di lettura! (si dice per motivi economici). E attenzione che senza questo software non si puo' ne' acquistare ne' leggere il testo scolastico.
Ovviamente di accessibilita' neanche a parlarne.
Insomma la situazione non mi sembra proprio tranquilla e forse il Miur dovrebbe iniziare a pensarci sopra.
Un saluto
Iacopo.

1 commento:

Maria Grazia Fiore ha detto...

Ho segnalato il tuo post tra i commenti del mio. E ti aggiungo al mio aggregatore :-) così non ti perdo di vista.
Ciao
MG