«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

mercoledì 22 luglio 2015

App per smartphone aiuta non vedenti a scattare foto e selfie

Sviluppata - su piattaforma Android - da un gruppo di dottorandi del Sant'Anna di Pisa per il Tpad Phone. Ora va perfezionata.
Offrire la possibilità ai non vedenti di scattare fotografie e selfie. Questo l'obiettivo di un'applicazione - sviluppata da un gruppo di allievi phd che svolgono il dottorato al laboratorio di robotica percettiva (percro) dell'Istituto Tecip (tecnologie della comunicazione, dell'informazione, della percezione) del Sant'Anna di Pisa - per il Tpad Phone, smartphone con schermo aptico, ovvero in grado di fornire sensazioni tattili all'utente nel momento della sua interazione.
Il Tpad Phone - spiega il Sant'Anna in un comunicato - è stato il protagonista della "Student Innovation Challenge", competizione tenutasi a Chicago (Usa) nei giorni scorsi nel contesto della conferenza internazionale "Ieee Worldhaptics 2015", per presentare nuove applicazioni che consentano ai "telefoni intelligenti" di migliorare il loro uso con l'aggiunta del senso del tatto. Utilizzando la tecnologia di partenza, ovvero lo smartphone con lo schermo aptico, il gruppo di dottorandi italiani in "digital emerging technology" ha sviluppato la app "Tactile Blind Photography" che guida l'utente, con deficit visivi, nell'azione dello scatto.
Centrare l'immagine è ovviamente un passaggio problematico per le persone non vedenti. La app utilizza sia l'audio sia un feedback tattile fornito sullo schermo, per rilevare in maniera automatica i volti sulla scena e aiuta gli utenti nell'individuare la posa migliore. Inoltre, "tactile blind photography" facilita l'operazione evidenziando grazie alla tecnologia aptica i volti dei soggetti e i bordi dell'immagine, migliorando l'esperienza della persona con disfunzioni visive.
"L'obiettivo della competizione era creare una nuova applicazione Android che utilizzasse lo schermo aptico per risolvere un problema reale - spiega Domenico Buongiorno, a nome del gruppo dei dottorandi Domenico Chiaradia, Massimiliano Gabardi e Michele Barsotti, coordinati dal prof. Antonio Frisoli - e su questa linea ci siamo mossi. Nella fase di sviluppo della app abbiamo coinvolto una ragazza non vedente che ci ha aiutato a capire quali fossero le sue difficoltà nell'interagire con uno smartphone per scattare fotografie e, soprattutto, per farsi i selfie, operazione davvero difficoltosa. Abbiamo compreso le sue necessità e abbiamo sviluppato la tecnologia da utilizzare su schermo aptico, per unire efficacia e piacevolezza dell'esperienza di uso con la facilità nell'azione. A Chicago - conclude - la nostra app ha suscitato un fortissimo interesse. L'obiettivo, adesso, è continuare a svilupparla, per sfruttare al massimo le potenzialità dello schermo aptico, dimostrando come le nuove tecnologie possano risultare davvero utili per superare le disabilità".
(fonte: Press-In anno VII / n. 1700 - Repubblica.it del 20-07-2015)

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