«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

giovedì 25 febbraio 2016

Digital fabrication, la tecnologia al servizio dei bimbi di Tog

Grazie ad una partnership tra la Fondazione che riabilita bambini neurolesi e la Fab Lab milanese le stampanti 3D, il design, la tecnologia digitale e l'artigianato hanno dato vita ad ausili personalizzati avveniristici
Tutto è iniziato a fine 2014 quando la Fondazione TOG - Together To Go, organizzazione milanese che ha dato vita a un Centro di Eccellenza per la riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche complesse dove cura gratuitamente 107 piccoli pazienti, ha vinto il concorso Axa «Nati per proteggere» aggiudicandosi un premio del valore di 50mila euro. Grazie all’assegno acquista due stampanti 3D, i programmi per la progettazione e i materiali per la stampa.
L’idea era quella di produrre in casa strumenti riabilitativi. Ecco perché nasce la collaborazione con Opendot, un network di professionalità multidisciplinare, con cui ha dato vita a «L’oggetto che non c’è». Lo scopo naturalmente è stato permettere al bambino di raggiungere una maggiore autonomia, incentivandolo nell’inserimento alla vita sociale attraverso ausili adatti, esteticamente belli e utili alla sua vita.
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