«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

sabato 5 marzo 2016

Negli Usa due studenti stampano in 3D forchette e apribottiglie per disabili

Matt e Brian sono due liceali che hanno cominciato a stampare in 3D oggetti comuni come apribottiglie o forchette, in versione “modificata” per chi ha difficoltà motorie.
Le persone con problemi di natura motoria (alle dita, alle mani, agli arti o alle singole articolazioni) devono affrontare grandi difficoltà nelle attività quotidiane di vita e di lavoro. Ognuna di queste persone ha un problema che ha quasi sempre costi elevati per sé, senza contare l’aspetto psicologico che spesso induce a nascondere la malattia e quindi a non utilizzare molto spesso gli strumenti disponibili. Questa è la riflessione che ha spinto Matt e Brian, studenti americani di 17 anni, a sperimentare la stampa 3D con l’idea di creare oggetti su misura per disabili. Per farlo, occorre una buona collaborazione tra paziente e maker: l’idea progettuale avviene dietro indicazioni precise del paziente, e poi dall’idea si passa a oggetto funzionale, che deve essere a basso costo e immediatamente utilizzabile.
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