«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

sabato 5 marzo 2016

Se @MiurSocial dicesse che #invalsi non è solo Excel sarebbe corretto o no?

INVALSI, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, è l’ente che si occupa, tra le altre cose, di gestire i test a cui dal 2009 devono sottoporsi tutti gli alunni delle seconde e quinte classi della scuola primaria (seconda e quinta elementare, per capirci), delle terze classi della scuola secondaria di primo grado (terza media) e delle seconde classi della scuola secondaria di secondo grado (secondo superiore)
A partire da una certa data INVALSI mette a disposizione sul proprio sito, in un’area ad accesso riservato ai docenti, un foglio di calcolo (un file .xls) che, per mezzo di una macro scritta nel linguaggio VBA, consente agli insegnanti l’inserimento interattivo delle risposte date e produce un file (di testo) da caricare poi sul sito web di INVALSI.
Ebbene sì: per gestire correttamente i dati dei test ogni scuola deve avere almeno una licenza valida (leggi a pagamento) di un software proprietario (leggi Excel) di una marca precisa (leggi Microsoft) e – almeno fino all’anno scorso – addirittura di una versione ben precisa (leggi Excel 2013), essendo la macro incompatibile con le altre versioni del software. Sebbene esistano altri software in grado di gestire fogli di calcolo nel formato .xls di Microsoft, in questo caso sono inservibili, perché la macro può funzionare solo dentro Microsoft Excel e, come detto, nemmeno in tutte le versioni.
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