Io sono una docente di filosofia, e ho sempre pensato per suoni. Una delle caratteristiche distintive del mio processo cognitivo è che non solo penso per suoni e musica, ma quando sono sveglia non penso per immagini (anche se di notte ho sogni vividi e visivi). Questa mancanza d’immagini mentali è conosciuta come afantasia. Unita a un’altra condizione nota come lieve disturbo dell’elaborazione uditiva, mi ha causato spaventose difficoltà nel leggere, nello scrivere e, tristemente, a volte perfino nel parlare.
Sono specializzata nel pensiero del filosofo del seicento Baruch Spinoza e mi chiedo spesso cosa avrebbe pensato degli afantasici. Spinoza sapeva che la fantasia – considerata spesso la fonte delle immagini mentali – può potenziare o indebolire la capacità di crescita di una persona. In effetti, io ho completato il mio dottorato solo grazie alla pazienza dei miei insegnanti.
(CHRISTINA RAWLS è una professoressa di filosofia. Ha insegnato alla Roger Williams university di Bristol, Rhode Island, negli Stati Uniti. Questo articolo è uscito su Aeon con il titolo A philosophy of sound)
L'articolo in italiano su Internazionale n. 1435 del 12 novembre 2021
L'articolo in inglese su https://aeon.co/essays/the-universal-forces-of-sound-and-rhythm-enhance-thought-and-feeling
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