Cultura senza barriere, anche sul web: l’accessibilità dei siti istituzionali sta diventando fortunatamente un valore per molte Pubbliche Amministrazioni. Alcuni ricercatori dell’Università di Bologna hanno elaborato un software innovativo in grado di validare automaticamente se un sito web risponda ai criteri stabiliti dalla legge 4/2004, la cosiddetta Legge Stanca (vedi linee guida).
Se ne è parlato venerdì 22 gennaio a Bologna, in un convegno su Accessibilità e Opensource per la presentazione dei risultati del progetto RacER (Rete Accessibilità Emilia Romagna) nell’ambito del Piano Telematico della Regione Emilia Romagna (PiTER), legato appunto alla verifica dell’accessibilità dei siti web della Pubblica Amministrazione regionale. Hanno presentato finalità e obiettivi del progetto Grazia Cesari, Sandra Lotti e Giovanni Grazia, i dirigenti della Regione Emilia Romagna, che hanno coordinato i lavori, sottolineando l’importanza di questo tipo di iniziativa proprio nell’Anno Europeo contro la Povertà e l’Esclusione Sociale.
Il sistema di monitoraggio e valutazione approntato dal team di ricercatori e adottato dalla Regione è in grado di stabilire automaticamente se un sito web rispetta i criteri della Legge Stanca, sia per quanto riguarda il codice sia per la semantica delle pagine. Consente inoltre di monitorare periodicamente i siti della PA. Il sistema presentato è il Progetto Vamolà, sviluppato sulla base di AChecker, un software opensource realizzato dall’Università di Toronto. L’interfaccia grafica e la creazione del logo del nuovo programma è stata affidata al LAU (Laboratorio di Accessibilità e Usabilità) del CSI Piemonte ed è stata presentata per la prima volta proprio in occasione del convegno.
Opensource è meglio?
L’altro tema dominante della giornata bolognese è stato la scelta, da parte della Regione Emilia Romagna, di CMS (Content Management System) con licenza opensource. Questo tipo di programmi ha la funzione di gestire l’organizzazione dei contenuti del sito web, svincolando l'amministratore da conoscenze tecniche di programmazione. I Software opensource sono stati preferiti a quelli proprietari per una serie di motivi tra cui, a parità di funzionalità e maturità, la possibilità di condividere informazioni e aggiornamenti con altri enti regionali e non e l’opportunità di scegliere tra più fornitori senza essere legati a un unico vendor, per un implicito contenimento dei costi di gestione.
Tra i CMS valutati sono stati presentati DRUPAL, nella versione DrupalPA, uno dei CMS Open più diffusi nel mondo e PloneGov.it, appena adottato della Regione Emilia Romagna, al quale è stata dedicata un’intera sezione pomeridiana.
Le presentazioni dei Barcamp.
Nel pomeriggio il convegno istituzionale è stato sostituito dai più informali Barcamp, in cui sono stati presentati progetti, iniziative, eventi legati al mondo del web e della PA, tra cui "Cultura senza barriere", una tre giorni di dibattiti e seminari a cura dell’Università di Padova, dal 18 al 20 febbraio. Proprio in questo contesto hanno trovato spazio le presentazioni dei maggiori CMS Open, che ne hanno messo in luce pregi e difetti.
Anche Microsoft non si è fatta scappare l’occasione di presentare il nuovo prodotto in uscita per la fine della prossima primavera, Sharepoint 2010, software per la gestione delle informazioni e CMS.
Un’intensa giornata di discussione dunque sui temi caldi dell’agenda della PA, che dopo Lisbona punta sullo sviluppo della società dell’informazione entro la fine di quest’anno. La Regione Emilia Romagna si dimostra al passo con i tempi e fortemente motivata a combattere l’esclusione sociale che deriva dall’analfebitazzazione informatica, o digital divide, come dimostra anche l’impegno per il progetto Pane e Internet, i cui risultati saranno presentati in un convegno venerdì 29 gennaio, proprio presso la sede della Regione.
Sara Sacco
(fonte: Press-IN anno II / n. 189 - Comunicatori Pubblici del 26-01-2010)
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Press-IN è un'iniziativa del
Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia.
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