«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

mercoledì 24 novembre 2010

Quei bastoni elettronici per ciechi

Segnali acustici che avvisano chi non vede della presenza di ostacoli. Si usano sulle auto per facilitare le manovre, perché non usarli anche per aiutare i ciechi? Oppure apparecchi da applicare al bastone bianco o da tenere in mano e addirittura da utilizzare in casa. Ma sono veramente utili queste novità tecnologiche? E si tratta poi realmente di novità? Una riflessione stimolata da un progetto recentemente finanziato a Trento dai Lions Club.
È recente la notizia, pubblicata da un quotidiano locale, di un'iniziativa dei Lions Club del Distretto di Trento, diretta a formare due istruttori che insegnino ai ciechi a usare un bastone elettronico francese già approdato a Verona qualche tempo fa e di cui non si era più sentito parlare. Sono state necessarie otto ore al giorno di lezione per cinque giorni - da parte di un trainer francese - per insegnare a interpretare le vibrazioni ricevute come risposte dall'impatto dei raggi infrarossi sugli ostacoli posti fino a 15 metri di distanza. Il costo, fra strumento e formazione, ammonta a 2.500 euro a persona.
Evidentemente il tradizionale bastone bianco, ausilio primario per la mobilità di chi non vede, "successore" del ramo d'albero usato dai nostri avi non vedenti nella preistoria, è considerato troppo semplice nella nostra era tecnologica, anche se è telescopico o smontabile e fosforescente di notte.
Purtroppo i Lions - istituzioni veramente benemerite e che hanno come mission elettiva proprio gli interventi a favore dell'autonomia dei non vedenti - non sempre si informano preventivamente presso gli esperti in ausili elettronici e quindi sponsorizzano talvolta iniziative già dichiarate fallite da decenni, in teoria e nei fatti.
(...)
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