«Rendere interessanti le neuroscienze parlando di sinapsi è complicato. Per raggiungere il maggior numero di persone e coinvolgerle nella ricerca abbiamo deciso di puntare sul fascino del cervello sano». Giovanni Pellegri è neurobiologo e divulgatore scientifico, lavora all'Università della Svizzera italiana. Cura il laboratorio miNDstake che mette a disposizione del pubblico informazioni nell'ambito delle neuroscienze.
«Abbiamo scelto di puntare lo sguardo verso il futuro per far capire quello che si può fare oggi sulla base delle conoscenze della neuroscienza». Partner fisico di miNDstake è il Politecnico federale di Losanna, oltre al Festival della Scienza di Genova. Al P olitecnico di Losanna è in fase di sviluppo la sedia a rotelle che si muove con il pensiero utilizzando la Brain computer interface (Bci), mezzo di comunicazione diretto tra un cervello e un device esterno. Per controllare la sedia a rotelle si usa l'immaginazione del movimento (Motor imagery) delle mani. Significa che se si pensa di muovere la mano destra si può girare a destra o la mano sinistra per girare a sinistra. Avviene con molta naturalezza, chiunque può farlo. A dirigere il laboratorio è lo spagnolo José del R. Millan. «Quello che stiamo facendo spiega il genovese Michele Tavella del Politecnico di Losanna è misurare le attività spontanee del cervello di un tetraplegico, le sue attività elettriche. Il sistema non è invasivo, consiste in un elettroencefalogramma tramite una cuffia con elettrodi, con cui registriamo i segnali e riusciamo a riconoscere quando il soggetto sta pensando ai movimenti: quando si pensa di muovere la mano destra sulla corteccia motoria appa iono ritmi associati alla mano destra». Si fa un setting iniziale con il quale si registrano i ritmi sensori motori dell'individuo che variano da persona a persona. «La persona tetraplegica prova a fare il movimento della mano, ma a livello periferico non avviene niente, l'arto rimane fermo». Sulla sedia sono state montate due web-cam che riconoscono gli ostacoli, infatti un difetto potrebbe essere la lentezza nell'individuare ostacoli. «La lentezza è dovuta al fatto che per riconoscere i ritmi sensori motori abbiamo bisogno di un po' di tempo, da 1 secondo a 2 secondi. L'idea è stata di far diventare intelligente la sedia a rotelle con un sistema di navigazione che riconosce un ostacolo. Se a destra c'è un impedimento non virerà da quella parte. Questo principio di controllo condiviso tra quello che è il soggetto e quella che è la piattaforma robotica viene chiamato shared-control». Il prossimo passo è implementare i meccanismi di riconoscimento di un oggetto: la sedia c he apprende certi tipi di percorso. «Se ci si avvicina a un tavolo, la sedia già intuisce che si dovrà posizionare lì vicino». Con questa sedia è il soggetto che pilota l'interazione e non il computer, è una Bci asincrona, mentre nelle Bci sincrone il soggetto deve rispondere agli stimoli che sono dettati dal pc. Le applicazioni di questa tecnologia sono diverse, per esempio nel progetto Tobi, finanziato con 12 milioni di euro all'interno del Settimo Programma Quadro della Commissione europea, in cui è partner il Politecnico di Losanna. «La base scientifica è la stessa spiega Michele Tavella cambia solo l'applicazione, stiamo realizzando un piccolo robot per la telepresenza. Nel caso di un tetraplegico che è costretto a letto, gli si permette di spedire il robot per la casa a compiere azioni per lui con lo stesso concetto della sedia a rotelle. Un'applicazione ancora diversa è l'uso di tastiere virtuali per permettere a chi non può comunicare di scrivere su un computer. La Bci è come un mouse dice Tavella lo si può usare per controllare diverse applicazioni che si possono raggruppare in comunicazione del controllo, come una tastiera virtuale, o nel controllo diretto se si usa la sedia a rotelle».
(fonte: Press-IN anno II / n. 3441 - Il Sole 24 Ore del 16-12-2010)
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