«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

mercoledì 30 novembre 2016

Libri accessibili, Uici e l'associazione Editori firmano il "Memorandum"

Si rafforza la collaborazione tra Uici e Aie, in vista dell'attuazione del trattato di Marrakech in Italia. Obiettivo: fornire ai 362 mila non vedenti e a 1,5 milioni di ipovedenti italiani la possibilità di accedere agli stessi titoli e negli stessi tempi degli altri lettori. "Un paese che esclude una parte dei cittadini dall'accesso ai libri è più povero culturalmente". 
Si avvicina l'obiettivo di attuare il Trattato di Marrakesh e l' Accessibility Act europeo in Italia: ovvero, di promuovere e favorire l'accesso delle persone non vedenti e ipovedenti ai libri e alla lettura. A questo scopo, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) e l’Associazione italiana Editori (Aie) rafforzano la loro collaborazione.
Sono stati infatti rinnovati in questi giorni due accordi per la produzione delle versioni accessibili di libri da parte della Biblioteca per i ciechi Regina Margherita di Monza. Il primo, dedicato ai libri di testo e siglato per la prima volta nel 2001, fa sì che più dell’85% dei testi richiesti siano forniti dagli editori scolastici alla Biblioteca in versione digitale rendendo più agevole e rapida la produzione delle versioni accessibili. Il secondo prevede invece la produzione annua di 100 novità e best seller in versione Braille per il prestito bibliotecario.
Aie e Uici hanno siglato ieri un Memorandum d’intesa sui principi per l’attuazione del Trattato di Marrakech e dell’Accessibility Act europeo. L’obiettivo, sottolineano le due associazioni, è di offrire ai 362 mila non vedenti e agli 1,5 milioni di ipovedenti italiani la possibilità di accedere agli stessi titoli, negli stessi modi e tempi di un qualunque altro lettore.
Il Memorandum evidenzia innanzitutto come la “fiducia e la collaborazione tra gli editori e gli enti al servizio delle persone con disabilità visive” siano la chiave per lo sviluppo di politiche efficaci. Per questo chiedono che le procedure di autorizzazione delle organizzazioni abilitate a produrre libri accessibili tengano conto del requisito della fiducia tra le parti, nel solco del Memorandum di intesa promosso dalla Commissione europea nel 2010. Richiamano inoltre alla “responsabilità e all’efficienza”, giacché lo spreco di risorse in questo ambito è particolarmente grave. A tal fine bisogna evitare che siano prodotte nuove versioni di opere già disponibili in formato accessibile a meno che non sia necessario per soddisfare esigenze particolari di singoli lettori. Infine, sottolineano l’importanza di coordinare le norme sul diritto d’autore con quelle del cd Accessibility Act, che stabilisce obblighi in tema di accessibilità delle pubblicazioni, richiamando anche le pubbliche amministrazioni a seguire quanto molti editori privati già fanno.
“Siamo convinti che un paese che esclude una parte dei cittadini dall’accesso ai libri non è solo iniquo, è più povero culturalmente”, ha dichiarato il presidente Aie Federico Motta. “Ciascuno deve assumersi la propria responsabilità: la nostra è nel produrre ebook direttamente accessibili e nel collaborare con gli enti preposti alla produzione di versioni speciali quando il primo obiettivo non è raggiungibile. In Italia lo facciamo come in nessun altro paese al mondo grazie all’amicizia e alla collaborazione con l'Uici”.
“La lunga e sperimentata collaborazione tra Uici e Aie dimostra quanto il rapporto di reciproca fiducia sia essenziale per un vero progredire della tematica del diritto alla lettura per tutti” - ha commentato il presidente -uici Mario Barbuto - Le leggi sono fondamentali, ma l'intesa e il rapporto fiduciario tra i diversi attori rende tali leggi davvero operanti e talvolta è addirittura in grado di anticiparle, come è accaduto da noi in Italia, soprattutto negli ultimi quindici anni.”
(fonte: Press-In anno VIII / n. 2597 - Redattore Sociale del 29-11-2016)

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