«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

domenica 22 aprile 2018

Modena. La scuola si rinnova per adattare gli spazi ai bimbi ipovedenti

Un'aula cambia faccia e diventa laboratorio multisensoriale. «Così si garantisce l'accoglienza. A tutti le stesse possibilità».
Una parete dove le lettere si toccano, scritte in braille con i tappi di bottiglia. Un angolo dove i libri prendono vita e dove se leggi la parola pioggia ti puoi anche bagnare le mani o se evochi una margherita ne puoi sentire il profumo. Corridoi animati dove ai muri sono appesi oggetti con materiali di riciclo che suonano, parlano attraverso le forme, le dimensioni, le sensazioni. Perchè può capitare che un bambino ti dica che il suo sogno è viaggiare, e non deve fare differenza se questo bambino ha una disabilità.Così è iniziato il viaggio dei bambini ipovedenti alle scuole elementari Leopardi, diventata la scuola modenese di riferimento per questo tipo di disabilità, tanto da cambiare faccia, da cambiare le aule, decidere che il laboratorio di musica doveva per ora lasciare spazio all'aula multisensoriale. Un percorso creato dal nulla da preside e insegnanti, dove tutti possono viaggiare, appunto, alla pari: «Il viaggio, metafora scelta durante questa edizione delle settimana della lettura che si sta svolgendo a scuola - spiega la preside Ivana Nobler - riassume perfettamente l'idea di scuola come crescita positiva, culturale per il benessere psicofisico dei nostri bambini. Nella nostra scuola le esigenze sono plurime e cerchiamo di rispettarle affinchè questo viaggio sia davvero una opportunità per tutti: nessuno deve essere lasciato a terra, nessuno deve scendere alla prima fermata, nessuno viene lasciato a scuola come fosse un deposito».Nessuno sta fermo, tutti si muovono nel loro viaggio alle Leopardi e una tappa fondamentale è proprio il laboratorio multisensoriale: «Io sono molto orgogliosa di questo spazio. Le aule, nelle scuole pubbliche, devono essere finalizzate ai bisogni dei bambini. Inizialmente questo spazio era un laboratorio di musica, ma in accordo con le docenti della scuola, di fronte all'ingresso di bambini non vedenti, lo abbiamo trasformato in un ambiente dedicato alla multisensorialità».L'aula è stata creata con fondi della scuola, il contributo del Comune ma soprattutto con l'estro e la passione delle insegnanti, che rinnovano questo spazio con continuità, costruendo oggetti e percorsi nuovi che seguono le manifestazioni dei bambini: «C'è un percorso tattile per ampliare le sensazioni, creare immagini nella mente di questi bambini, se si entra in empatia con loro si capisce come le emozioni si traducano in gesti, parole, profumi», conclude Nobler.In realtà non è solo un'aula, è tutta la scuola che si è adattata ad un percorso di crescita con questi bambini. Una delle maestre impegnate costantemente in questo progetto di integrazione e accoglienza senza differenze è Maria Virginia Manno: «La nostra scuola punta sull'integrazione e gli spazi sono stati destinati a loro per accoglierli al meglio: nello spazio artistico i bambini possono anche dipingere in libertà o guidati, c'è l'aula relax, l'area delle attività tattili sviluppati a più livelli. Questa settimana, durante gli eventi dedicati alla lettura, abbiamo dato spazio a questi libri in braille pensati da noi e creati a mano con materiali di riciclo. Sono libri valigia, dove il viaggio si tocca perchè ognuno ha diritto di sognare a modo suo».
di Davide Berti
(fonte: Press-In anno X / n. 977 - Gazzetta di Modena del 20-04-2018)

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