Le Poste Italiane stanno attivando un importante progetto di ricerca finanziato dal Ministero dell'Universita' e della Ricerca, rivolto ad utenti ipovedenti e non vedenti, e finalizzato allo studio di sistemi innovativi per la dimostrazione di servizi intelligenti di assistenza all'utilizzo di chioschi self service.
Il nuovo sistema, denominato SAPI (Sistema Automatico Per Ipovedenti), viene sviluppato in collaborazione con l'universita' di Benevento e garantira' un accesso facilitato ai servizi per molte persone con disabilita' e, piu' in generale, a un gran numero di utenti.
L'idea di fondo di questo progetto consiste nell'adattamento automatico dei servizi all'utente. Infatti, l'utente che si presenta al chiosco avvicinando l'apposito tesserino, viene riconosciuto ed il sistema si auto-configura in base alle esigenze dichiarate al momento della registrazione a Poste Italiane.
Dopo il primo approccio per l'inserimento dei dati di registrazione, il nome utente e la password, il terminale propone tutti i servizi di cui si puo' usufruire nelle modalita' adatte alla tipologia di utente. In particolare, i ciechi totali vengono guidati nell'interazione con il terminale da una sintesi vocale, mentre gli ipovedenti possono usare i comandi a tocco (touch screen), con caratteri ingranditi e con contrasti adatti al contesto che gli si presenta sullo schermo del terminale. Se le condizioni di contrasto sono sfavorevoli o se c'e' una condizione di luce che impedisce di leggere il monitor del terminale, interviene direttamente una guida vocale anche per questi utenti.
Oltre alle modalita' di aiuto suddette, il terminale ha la capacita' di adattarsi nel tempo all'utente, anche in base ai tempi che impiega ad eseguire le operazioni e agli eventuali errori commessi o alla completa assenza degli stessi, fornendo piu' o meno dati, in modo da personalizzare l'aiuto fornito.
Per ogni ulteriore informazione si puo' prendere contatto con la Commissione OSI dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, i cui recapiti sono: commissioneosi@uiciechi.it ; http://www.uiciechi.it/osi/ .
sabato 31 gennaio 2009
Design for All
Segnalo l'articolo in oggetto pubblicandone una parte. Gli interessati potranno continuare su Exibart.Com.
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Il Design Center di Bologna ha organizzato una conferenza per capire come un design ben progettato possa eliminare le diversità umane. Perché Good design enables, bad design disabile...
Il Design Center di Bologna, fondato a maggio 2008, ha dedicato la sua seconda conferenza internazionale Imagine iT a un tema molto importante: l’accessibilità nel campo della progettazione di design.
Il 28 e 29 novembre 2008 si sono alternati, nell’aula magna dell’accademia di Belle Arti di Bologna, oltre venti relatori internazionali fra progettisti, grafici, designer ed esperti, per confrontarsi su un tema comune: come si possa, oggi, progettare per tutti. Ogni singolo intervento, seppur completamente differente, viene letto come un’unica grande riflessione sulla frase di Paul Hogan: “Good design enables, bad design disabile”.
Se un “cattivo” design, mal pensato e progettato, discrimina determinate categorie di persone, un buon design può riabilitare. Ma prima di ripercorrere il filo conduttore dell’intero convegno bisogna correggere la concezione generale che attribuisce il concetto di disabile semplicemente alla disabilità motoria.
Rendere un prodotto accessibile a tutti non deve far pensare soltanto ai disabili, ma a tutte le differenze che contraddistinguono le persone: etnia, religione, taglia, età, stili di vita, orientamento politico e sessuale. Solo considerando tutte queste diversità si può serenamente affermare di fare una progettazione “for all”.
Lo Eidd - Istituto Europeo per il Design e la Disabilità, fondato nel 1993, si pone come obiettivo quello di migliorare la vita delle persone, applicando appunto il design for all, ovvero il design per la diversità umana e, nel 2004, a Stoccolma, ha proclamato anche una dichiarazione in proposito.
Continua la lettura su Exibart.Com
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Il Design Center di Bologna ha organizzato una conferenza per capire come un design ben progettato possa eliminare le diversità umane. Perché Good design enables, bad design disabile...
Il Design Center di Bologna, fondato a maggio 2008, ha dedicato la sua seconda conferenza internazionale Imagine iT a un tema molto importante: l’accessibilità nel campo della progettazione di design.
Il 28 e 29 novembre 2008 si sono alternati, nell’aula magna dell’accademia di Belle Arti di Bologna, oltre venti relatori internazionali fra progettisti, grafici, designer ed esperti, per confrontarsi su un tema comune: come si possa, oggi, progettare per tutti. Ogni singolo intervento, seppur completamente differente, viene letto come un’unica grande riflessione sulla frase di Paul Hogan: “Good design enables, bad design disabile”.
Se un “cattivo” design, mal pensato e progettato, discrimina determinate categorie di persone, un buon design può riabilitare. Ma prima di ripercorrere il filo conduttore dell’intero convegno bisogna correggere la concezione generale che attribuisce il concetto di disabile semplicemente alla disabilità motoria.
Rendere un prodotto accessibile a tutti non deve far pensare soltanto ai disabili, ma a tutte le differenze che contraddistinguono le persone: etnia, religione, taglia, età, stili di vita, orientamento politico e sessuale. Solo considerando tutte queste diversità si può serenamente affermare di fare una progettazione “for all”.
Lo Eidd - Istituto Europeo per il Design e la Disabilità, fondato nel 1993, si pone come obiettivo quello di migliorare la vita delle persone, applicando appunto il design for all, ovvero il design per la diversità umana e, nel 2004, a Stoccolma, ha proclamato anche una dichiarazione in proposito.
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Docenti e detrazioni spese per autoaggionamento e formazione
Viene prorogata per l'anno 2009 la detrazione ai fini Irpef che era stata introdotta dalla Finanziaria per il 2008 limitatamente al periodo d'imposta 2008. La detrazione spetta in misura pari al 19% delle spese documentate sostenute per l'auto aggiornamento e la formazione dai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo, con incarico annuale, per un tetto massimo di spesa non superiore a 500 euro annui. La detrazione Irpef massima è quindi di 95 euro.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2008/manovra-economica/contenuti/abc-finanziaria2009_3.shtml
(fonte: LeoNews Gennaio 09)
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2008/manovra-economica/contenuti/abc-finanziaria2009_3.shtml
(fonte: LeoNews Gennaio 09)
Software per l'ascolto e la lettura di libri
Dal sito del Centro Internazionale del Libro Parlato "A. Senargiotto" onlus di Feltre è possibile scaricare alcuni software di utilità per la navigazione e l'ascolto di audiolibri. Il sito offre preziose informazioni a tutti coloro che non sono in grado di accedere alla lettura in modo tradizionale.
http://www.libroparlato.org/downloadsw.asp
(fonte: LeoNews Gennaio 09)
http://www.libroparlato.org/downloadsw.asp
(fonte: LeoNews Gennaio 09)
Cosenza. Tecnologia e innovazione. Ecco Gundam, il simulatore di guida
L'Anglat presenta il primo simulatore di guida per i disabili candidati all'ottenimento della patente speciale. L'iniziativa, realizzata con il contributo del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, intende facilitarne il rilascio.
L’Anglat presenta Gundam, il primo simulatore di guida per tutti quei disabili candidati all’ottenimento della patente speciale. Apparecchiatura iper-tecnologica, facile da usare, maneggevole, Gundam è appunto un simulatore di guida che consente di misurare le capacità di forza residua negli arti delle persone disabili, candidati all’ottenimento della patente speciale. L’iniziativa, che va in scena sabato 31 gennaio presso il palazzo della Provincia a Cosenza, è proposta dall’Anglat, associazione che con oltre vent’anni di attività alle spalle ha maturato esperienza e competenza in tema di trasporto e mobilità delle persone disabili. C’è anche il contributo del ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche Sociali e con il patrocinio della provincia di Cosenza e del comune di Atri. Presente con ben 49 sedi provinciali e oltre 39mila iscritti in tutta Italia, l’Anglat promuove un incontro volto ad andare oltre una valutazione “da occhio clinico”, quando le commissioni per il rilascio delle patenti speciali prendono in esame un candidato. L’associazione, infatti, parte dal presupposto che questo tipo di valutazione è insufficiente, soprattutto alla luce del progresso tecnologico e di forme sempre più sofisticate di riabilitazione. Le persone disabili stanno meglio e sono sempre più numerose quelle che vogliono ottenere il rilascio della patente speciale.
(...)
Ma come funziona? Obiettivo di Gundam è quello di permettere la misurazione di capacità di forze residue negli arti. Grazie ad una sofisticata strumentazione elettronica interamente gestita da un computer, Gundam è stato progettato per ottenere i dati richiesti dalle più recenti normative di riferimento in materia di rilascio di patenti speciali a persone affette da disabilità (Direttiva per la guida dei veicoli da parte di conducenti con minorazioni multiple - art.327/2 Regolamento C.d.S).
(...)
Progettato, realizzato e registrato dalla Guidosimplex, Gundam è distribuito esclusivamente da questa azienda.
L'articolo completo su RedattoreSociale.It >>
L’Anglat presenta Gundam, il primo simulatore di guida per tutti quei disabili candidati all’ottenimento della patente speciale. Apparecchiatura iper-tecnologica, facile da usare, maneggevole, Gundam è appunto un simulatore di guida che consente di misurare le capacità di forza residua negli arti delle persone disabili, candidati all’ottenimento della patente speciale. L’iniziativa, che va in scena sabato 31 gennaio presso il palazzo della Provincia a Cosenza, è proposta dall’Anglat, associazione che con oltre vent’anni di attività alle spalle ha maturato esperienza e competenza in tema di trasporto e mobilità delle persone disabili. C’è anche il contributo del ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche Sociali e con il patrocinio della provincia di Cosenza e del comune di Atri. Presente con ben 49 sedi provinciali e oltre 39mila iscritti in tutta Italia, l’Anglat promuove un incontro volto ad andare oltre una valutazione “da occhio clinico”, quando le commissioni per il rilascio delle patenti speciali prendono in esame un candidato. L’associazione, infatti, parte dal presupposto che questo tipo di valutazione è insufficiente, soprattutto alla luce del progresso tecnologico e di forme sempre più sofisticate di riabilitazione. Le persone disabili stanno meglio e sono sempre più numerose quelle che vogliono ottenere il rilascio della patente speciale.
(...)
Ma come funziona? Obiettivo di Gundam è quello di permettere la misurazione di capacità di forze residue negli arti. Grazie ad una sofisticata strumentazione elettronica interamente gestita da un computer, Gundam è stato progettato per ottenere i dati richiesti dalle più recenti normative di riferimento in materia di rilascio di patenti speciali a persone affette da disabilità (Direttiva per la guida dei veicoli da parte di conducenti con minorazioni multiple - art.327/2 Regolamento C.d.S).
(...)
Progettato, realizzato e registrato dalla Guidosimplex, Gundam è distribuito esclusivamente da questa azienda.
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giovedì 29 gennaio 2009
Roma. Presentazione del sistema SESAMONET
Segnalo che il 3 febbraio 2009 alle ore 11.00, a Roma, presso la Sala della Biblioteca di Castel S. Angelo, sarà presentato il Sistema SESAMONET.
SESAMONET è un innovativo bastone-Navigatore in grado di guidare i non vedenti via Bluetooth e fornire loro informazioni utili in maniera diretta e precisa, sostituendo o integrando le guide fisiche.
Si effettueranno visite guidate gratuite per non vedenti: il 3 e l’8 febbraio alle ore 10.30 e 16.00; nei giorni 4-5-6-7 febbraio alle ore 16.00.
La sperimentazione e' voluta dal MiBAC, in collaborazione con IBM Italia, Cattid e Associazione Disabili Visivi.
SESAMONET è ideato dall’Institute for Protection and Security of the Citizen (IPSC) del Joint Research Centre di Ispra con la collaborazione del CATTID dell’Università di Roma La Sapienza e dell’Istituto dei Ciechi di Milano.
- Documento del progetto >>
- Sesamonet a Tg3 Neapolis >>
- Scarica la locandina >>
SESAMONET è un innovativo bastone-Navigatore in grado di guidare i non vedenti via Bluetooth e fornire loro informazioni utili in maniera diretta e precisa, sostituendo o integrando le guide fisiche.
Si effettueranno visite guidate gratuite per non vedenti: il 3 e l’8 febbraio alle ore 10.30 e 16.00; nei giorni 4-5-6-7 febbraio alle ore 16.00.
La sperimentazione e' voluta dal MiBAC, in collaborazione con IBM Italia, Cattid e Associazione Disabili Visivi.
SESAMONET è ideato dall’Institute for Protection and Security of the Citizen (IPSC) del Joint Research Centre di Ispra con la collaborazione del CATTID dell’Università di Roma La Sapienza e dell’Istituto dei Ciechi di Milano.
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Bolzano. Per gli audiolesi arriva il telefax d'emergenza
Servizio della provincia autonoma di Bolzano rivolto a 380 persone. Il sistema è già operativo presso la Protezione antincendio e civile. Grazie ad appositi telefoni si può chiedere l'intervento di vigili, ambulanza e polizia.
La ripartizione “Protezione antincendio e civile” della provincia autonoma di Bolzano lancia un innovativo servizio a favore degli audiolesi, che potranno d’ora in poi effettuare eventuali segnalazioni delle emergenze attraverso un dispositivo telefax. Il sistema è diventato operativo dal primo di gennaio ed è attualmente in corso la fase di divulgazione del servizio ai non udenti, attraverso le principali associazioni presenti nel territorio.
“Questo risultato è frutto di due anni di studio e dialogo con le realtà associative che da tempo ci chiedevano un modo per consentire ai non udenti di dialogare con la nostra centrale operativa – spiega il referente, Harald Pircher –. Abbiamo dunque cercato quale fosse il modo migliore, più semplice ed efficace per far sì che queste persone potessero segnalare emergenze o lanciare allarmi. Dal momento che la provincia in passato aveva distribuito ai disabili degli appositi telefoni con una tecnologia in grado di inviare fax, ci siamo concentrati su questa opportunità”.
Per ulteriori informazioni in merito o per reperire i moduli per l’attivazione si può contattare la ripartizione bolzanina al numero 0471.41.60.00 oppure accedendo al sito internet www.provinz.bz.it/zivilschutz/.
L'articolo completo su RedattoreSociale.It >>
La ripartizione “Protezione antincendio e civile” della provincia autonoma di Bolzano lancia un innovativo servizio a favore degli audiolesi, che potranno d’ora in poi effettuare eventuali segnalazioni delle emergenze attraverso un dispositivo telefax. Il sistema è diventato operativo dal primo di gennaio ed è attualmente in corso la fase di divulgazione del servizio ai non udenti, attraverso le principali associazioni presenti nel territorio.
“Questo risultato è frutto di due anni di studio e dialogo con le realtà associative che da tempo ci chiedevano un modo per consentire ai non udenti di dialogare con la nostra centrale operativa – spiega il referente, Harald Pircher –. Abbiamo dunque cercato quale fosse il modo migliore, più semplice ed efficace per far sì che queste persone potessero segnalare emergenze o lanciare allarmi. Dal momento che la provincia in passato aveva distribuito ai disabili degli appositi telefoni con una tecnologia in grado di inviare fax, ci siamo concentrati su questa opportunità”.
Per ulteriori informazioni in merito o per reperire i moduli per l’attivazione si può contattare la ripartizione bolzanina al numero 0471.41.60.00 oppure accedendo al sito internet www.provinz.bz.it/zivilschutz/.
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Nasce Press-IN
Dal 1 febbraio prenderà il via Press-IN il nuovo servizio del Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia, frutto dell'evoluzione e della riorganizzazione degli storici servizi di rassegna stampa specializzata, PressVisone, PressBarriere e PressIntegrazione, che contano ormai circa tremila iscritti.
Le novità della nuova versione sono molte, a cominciare dagli argomenti affrontati che passeranno da tre a dodici. Press-In non si occuperà solo di disabilità visiva, barriere architettoniche o di integrazione scolastica, come avviene ora, ma ad esempio anche di inserimento lavorativo, turismo, cultura, ricerca scientifica, disabilità uditiva e psico-cognitiva.
Realizzato con il supporto tecnico di Venis Spa, l'azienda informatica del Comune, il nuovo servizio permetterà di consultare on line tutti gli articoli che la stampa italiana, locale o nazionale, generalista o specializzata, dedica al tema della disabilità. L'utente potrà però scegliere di ricevere quotidianamente, nella propria casella di posta elettronica, gli articoli relativi a determinate categorie di interesse, proprio come succede adesso. In qualsiasi momento ognuno di voi potrà aggiungere o ridurre gli ambiti scelti, modificare il proprio profilo, cambiare la modalità di ricezione dell'articolo, passando dalla versione estesa alla sintesi, fino a scegliere i feed Rss.
Dal 1 febbraio potrete andare nel sito http://pressin.comune.venezia.it e scegliere altri ambiti di interesse. Gli articoli correlati a più ambiti verranno spediti una sola volta.
Per qualsiasi dubbio o perplessità potrete chiedere assistenza diretta al Progetto Lettura Agevolata scrivendo un' e-mail a lettura.agevolata@comune.venezia.it o telefonando ai numeri: 041.274.8050 - 041.274.8149.
Lucia Baracco
Responsabile del Progetto Lettura Agevolata
Le novità della nuova versione sono molte, a cominciare dagli argomenti affrontati che passeranno da tre a dodici. Press-In non si occuperà solo di disabilità visiva, barriere architettoniche o di integrazione scolastica, come avviene ora, ma ad esempio anche di inserimento lavorativo, turismo, cultura, ricerca scientifica, disabilità uditiva e psico-cognitiva.
Realizzato con il supporto tecnico di Venis Spa, l'azienda informatica del Comune, il nuovo servizio permetterà di consultare on line tutti gli articoli che la stampa italiana, locale o nazionale, generalista o specializzata, dedica al tema della disabilità. L'utente potrà però scegliere di ricevere quotidianamente, nella propria casella di posta elettronica, gli articoli relativi a determinate categorie di interesse, proprio come succede adesso. In qualsiasi momento ognuno di voi potrà aggiungere o ridurre gli ambiti scelti, modificare il proprio profilo, cambiare la modalità di ricezione dell'articolo, passando dalla versione estesa alla sintesi, fino a scegliere i feed Rss.
Dal 1 febbraio potrete andare nel sito http://pressin.comune.venezia.it e scegliere altri ambiti di interesse. Gli articoli correlati a più ambiti verranno spediti una sola volta.
Per qualsiasi dubbio o perplessità potrete chiedere assistenza diretta al Progetto Lettura Agevolata scrivendo un' e-mail a lettura.agevolata@comune.venezia.it o telefonando ai numeri: 041.274.8050 - 041.274.8149.
Lucia Baracco
Responsabile del Progetto Lettura Agevolata
martedì 27 gennaio 2009
Bologna. Percepire lo spazio attraverso il suono
L'impegno è realizzare l'ambizioso obiettivo di CASBliP: studiare e realizzare un prototipo che sia in grado di fornire ad un non vedente l'idea dello spazio che lo circonda.
Riuscire a far percepire lo spazio ai non vedenti grazie ai suoni. L’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna è impegnato all’interno del progetto europeo CASBliP (Cognitive Aid System for Blind People – Ausilio Cognitivo per persone non vedenti), che si pone come ambizioso obiettivo lo studio e la realizzazione di un prototipo che sia in grado di fornire ad un non vedente l'idea dello spazio che lo circonda utilizzando informazioni sonore.
Colonne, muri, porte e altri tipi di passaggi possono essere individuati a partire da impulsi sonori prodotti dal sistema sulla base delle informazioni ricevute da vari sensori. All’interno del progetto L’Istituto Cavazza ha ricoperto ruoli importanti nell’indicazione dei requisiti all’inizio e nella validazione e testing dei prototipi nell’ultimo periodo della ricerca.
Il prototipo è costituito da un paio di occhiali, simili ad occhiali da sole che montano un sensore CMOS, da un’unità di elaborazione, il cui compito è quello di convertire le informazioni provenienti dal sensore in impulsi sonori e da un paio di cuffie (o auricolari) che riproducono il suono.
Il cuore del dispositivo è un sensore, progettato e realizzato dalla Siemens, che, utilizzando un raggio laser invisibile all'occhio umano e, ovviamente, non dannoso, rileva le informazioni necessarie che permettono di ricostruire il profilo degli oggetti presenti nel settore esaminato dal dispositivo.
Queste informazioni vengono elaborate e convertite in una sequenza di suoni opportunamente strutturati per rappresentare informazioni di carattere spaziale. Il tipo di segnale utilizzato è tale che l'utente, dopo aver acquisito la necessaria familiarità con il sistema riesce ad esternalizzare il suono, percependolo come se provenisse effettivamente dagli oggetti piuttosto che dalle cuffie.
Si tratta sicuramente un passo importante sotto il profilo della ricerca e della sperimentazione, ma resta ancora parecchia strada da percorrere prima di arrivare ad un prodotto finale che possa concretamente consentire un significativo salto nella qualità della vita e dell'autonomia delle persone non vedenti.
(fonte: Il Resto del Carlino)
Riuscire a far percepire lo spazio ai non vedenti grazie ai suoni. L’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna è impegnato all’interno del progetto europeo CASBliP (Cognitive Aid System for Blind People – Ausilio Cognitivo per persone non vedenti), che si pone come ambizioso obiettivo lo studio e la realizzazione di un prototipo che sia in grado di fornire ad un non vedente l'idea dello spazio che lo circonda utilizzando informazioni sonore.
Colonne, muri, porte e altri tipi di passaggi possono essere individuati a partire da impulsi sonori prodotti dal sistema sulla base delle informazioni ricevute da vari sensori. All’interno del progetto L’Istituto Cavazza ha ricoperto ruoli importanti nell’indicazione dei requisiti all’inizio e nella validazione e testing dei prototipi nell’ultimo periodo della ricerca.
Il prototipo è costituito da un paio di occhiali, simili ad occhiali da sole che montano un sensore CMOS, da un’unità di elaborazione, il cui compito è quello di convertire le informazioni provenienti dal sensore in impulsi sonori e da un paio di cuffie (o auricolari) che riproducono il suono.
Il cuore del dispositivo è un sensore, progettato e realizzato dalla Siemens, che, utilizzando un raggio laser invisibile all'occhio umano e, ovviamente, non dannoso, rileva le informazioni necessarie che permettono di ricostruire il profilo degli oggetti presenti nel settore esaminato dal dispositivo.
Queste informazioni vengono elaborate e convertite in una sequenza di suoni opportunamente strutturati per rappresentare informazioni di carattere spaziale. Il tipo di segnale utilizzato è tale che l'utente, dopo aver acquisito la necessaria familiarità con il sistema riesce ad esternalizzare il suono, percependolo come se provenisse effettivamente dagli oggetti piuttosto che dalle cuffie.
Si tratta sicuramente un passo importante sotto il profilo della ricerca e della sperimentazione, ma resta ancora parecchia strada da percorrere prima di arrivare ad un prodotto finale che possa concretamente consentire un significativo salto nella qualità della vita e dell'autonomia delle persone non vedenti.
(fonte: Il Resto del Carlino)
venerdì 23 gennaio 2009
Sms e internet: il lungo viaggio delle agevolazioni per sordi e ciechi
Cinquanta Sms gratuiti e novanta ore di navigazione gratuita al mese per gli utenti telefonici non udenti e ciechi totali: lo prevede la delibera dell’Autorità Garante per le telecomunicazioni – Agcom, applicata fra molti ostacoli dalle compagnie telefoniche. In campo anche l’Ens, l’Uic e le associazioni per i consumatori. Cronaca di un viaggio lungo quasi due anni…
Esenzione dal pagamento del canone di abbonamento al servizio telefonico in abitazione privata, un'offerta minima di 50 Sms gratuiti al giorno per le persone sorde (art.3 del regolamento allegato) e di 90 ore di navigazione per le persone non vedenti totali al mese (art.4), senza oneri aggiuntivi o documentazione non esplicitamente esigibile: è questo l'obbligo a carico degli operatori telefonici, anche mobili, sancito dalla delibera 514_07 dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) che, in ottemperanza alle funzioni che gli sono proprie, ha con questo atto assicurato "la fornitura del servizio di telecomunicazione in modo universale".
In due anni, per l'impegno di tutti, questi diritti vengono riconosciuti e ad oggi sia Telecom - Tim, che Vodafone, Wind e H3G propongono tariffe speciali e offerte minime rivolte ai cittadini con problemi auditivi. Diverso e decisamente più complesso è invece "l'attuativo" della delibera nella sua parte riguardante la navigazione Internet gratuita da postazione fissa per le persone non vedenti. I tempi sono stati più lunghi e ci si è adeguati con lentezza. Ma andiamo con calma e vediamo cosa succede nel dettaglio.
L'articolo completo su SuperAbile.It >>
Leggi anche
Sms gratuiti e navigazione veloce per sordi e ciechi: istruzioni per l'uso >>
Esenzione dal pagamento del canone di abbonamento al servizio telefonico in abitazione privata, un'offerta minima di 50 Sms gratuiti al giorno per le persone sorde (art.3 del regolamento allegato) e di 90 ore di navigazione per le persone non vedenti totali al mese (art.4), senza oneri aggiuntivi o documentazione non esplicitamente esigibile: è questo l'obbligo a carico degli operatori telefonici, anche mobili, sancito dalla delibera 514_07 dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) che, in ottemperanza alle funzioni che gli sono proprie, ha con questo atto assicurato "la fornitura del servizio di telecomunicazione in modo universale".
In due anni, per l'impegno di tutti, questi diritti vengono riconosciuti e ad oggi sia Telecom - Tim, che Vodafone, Wind e H3G propongono tariffe speciali e offerte minime rivolte ai cittadini con problemi auditivi. Diverso e decisamente più complesso è invece "l'attuativo" della delibera nella sua parte riguardante la navigazione Internet gratuita da postazione fissa per le persone non vedenti. I tempi sono stati più lunghi e ci si è adeguati con lentezza. Ma andiamo con calma e vediamo cosa succede nel dettaglio.
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giovedì 22 gennaio 2009
Milano. Sedia a rotelle comandata dal ''pensiero''. Progetto del Politecnico
Elettrodi ''leggono'' l'attività elettrica sviluppata dai neuroni traducendola in comandi di movimento. Un'opportunità preziosa per chi soffre di Sla, paresi e patologie della colonna vertebrale.
Guidare la propria sedia a ruote con la sola forza del pensiero. Non è una magia, né la scena di un film di fantascienza, ma una rivoluzionaria tecnologia sviluppata dal ‘Laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico di Milano’. Per un obiettivo molto serio: ridare autonomia di movimento a chi l’ha persa, o non l’ha mai avuta, a causa di problemi neurologici.
Ma di che cosa si tratta? “La sedia a ruote studiata al Politecnico di Milano – spiega il professor Matteo Matteucci – è un ausilio robotizzato che sfrutta un’interfaccia cerebrale per consentire al suo passeggero di comandarla senza utilizzare alcun muscolo, ma solo con l’attività cerebrale, rilevata da un elettroencefalografo e interpretata da un programma di intelligenza artificiale”.
Un’opportunità preziosa per chi soffre di sclerosi laterale amiotrofica, paresi, sclerosi multipla e patologie della colonna vertebrale.
Nell’impossibilità di riparare i danni del sistema nervoso, esistono tre possibilità per ristabilire le funzioni originarie, con percentuali di successo variabili a seconda della gravità della patologia: aumentare la funzionalità dei canali neurologici rimasti illesi, deviare gli impulsi dalle parti danneggiate e, infine, fornire al cervello nuovi canali di comunicazione e controllo della realtà esterna.
Ed è proprio concentrandosi su questo terzo punto che il Politecnico di Milano ha sviluppato la sua speciale sedia robotizzata con l’utilizzo di un’interfaccia cerebrale non invasiva.
Come funziona? Degli elettrodi posti sulla testa della persona “leggono” l’attività elettrica sviluppata dai neuroni traducendola in comandi di movimento per la sedia a ruote tramite un'opportuna interfaccia. Su un monitor vengono visualizzati i “luoghi” che l’utilizzatore vuole raggiungere. All’utente basta guardare le immagini sul monitor e concentrarsi sul posto in cui vuole essere portato. Il programma “traduce” in comandi i segnali neurali del cervello facendo dirigere automaticamente la sedia nel luogo prescelto. Dotata di due laser in grado di “vedere” gli eventuali ostacoli, ci sono anche telecamere puntate sul soffitto che “leggono”, invece, speciali disegni che indicano il percorso corretto all’interno di un ambiente chiuso.
L'articolo completo su RedattoreSociale.It >>
Guarda il video su RepubblicaTV >>
Guidare la propria sedia a ruote con la sola forza del pensiero. Non è una magia, né la scena di un film di fantascienza, ma una rivoluzionaria tecnologia sviluppata dal ‘Laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico di Milano’. Per un obiettivo molto serio: ridare autonomia di movimento a chi l’ha persa, o non l’ha mai avuta, a causa di problemi neurologici.
Ma di che cosa si tratta? “La sedia a ruote studiata al Politecnico di Milano – spiega il professor Matteo Matteucci – è un ausilio robotizzato che sfrutta un’interfaccia cerebrale per consentire al suo passeggero di comandarla senza utilizzare alcun muscolo, ma solo con l’attività cerebrale, rilevata da un elettroencefalografo e interpretata da un programma di intelligenza artificiale”.
Un’opportunità preziosa per chi soffre di sclerosi laterale amiotrofica, paresi, sclerosi multipla e patologie della colonna vertebrale.
Nell’impossibilità di riparare i danni del sistema nervoso, esistono tre possibilità per ristabilire le funzioni originarie, con percentuali di successo variabili a seconda della gravità della patologia: aumentare la funzionalità dei canali neurologici rimasti illesi, deviare gli impulsi dalle parti danneggiate e, infine, fornire al cervello nuovi canali di comunicazione e controllo della realtà esterna.
Ed è proprio concentrandosi su questo terzo punto che il Politecnico di Milano ha sviluppato la sua speciale sedia robotizzata con l’utilizzo di un’interfaccia cerebrale non invasiva.
Come funziona? Degli elettrodi posti sulla testa della persona “leggono” l’attività elettrica sviluppata dai neuroni traducendola in comandi di movimento per la sedia a ruote tramite un'opportuna interfaccia. Su un monitor vengono visualizzati i “luoghi” che l’utilizzatore vuole raggiungere. All’utente basta guardare le immagini sul monitor e concentrarsi sul posto in cui vuole essere portato. Il programma “traduce” in comandi i segnali neurali del cervello facendo dirigere automaticamente la sedia nel luogo prescelto. Dotata di due laser in grado di “vedere” gli eventuali ostacoli, ci sono anche telecamere puntate sul soffitto che “leggono”, invece, speciali disegni che indicano il percorso corretto all’interno di un ambiente chiuso.
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mercoledì 21 gennaio 2009
Firenze. In classe ho un bambino che… Apprendimento e aspetti relazionali a scuola
Le riviste: La Vita Scolastica, la Scuola dell'infanzia e Psicologia e Scuola, della Casa editrice “Giunti”, organizzano a Firenze, il convegno nazionale sulle difficoltà di apprendimento, nei giorni 6 e 7 febbraio 2009.
Il Convegno “In classe ho un bambino che… Apprendimento e aspetti relazionali a scuola” si rivolge a insegnanti di ogni ordine e grado, agli psicologi e agli operatori che lavorano nella scuola e per la scuola.
Il Convegno intende offrire una preziosa occasione di formazione e di confronto su temi legati all’apprendimento e ad aspetti di tipo emotivo e comportamentale, che necessariamente vengono a essere coinvolti nell’attività professionale.
L’insegnante si trova, infatti, sempre più spesso nella necessità di dover affrontare contemporaneamente le problematiche specifiche dei propri alunni e le difficoltà relative alla gestione del proprio ruolo di formatore. In tal senso la psicologia può offrire un utile e valido sostegno alla scuola e al personale docente. Il convegno intende collegare e integrare le prospettive psicologiche con quelle pedagogiche e didattiche: saranno oggetto di discussione, infatti, tanto le più comuni difficoltà di apprendimento che si incontrano nella scuola di oggi, quanto le variabili relative al benessere degli insegnanti o allo stress che talvolta si manifesta nello svolgimento della professione.
Non mancheranno confronti di esperienze per la facilitazione dell’inserimento dei bambini stranieri e approfondimenti per affrontare problematiche anche molto complesse come l’autismo. Il convegno si articola in due giornate: sessioni plenarie verranno affiancate da laboratori e da presentazioni di poster di esperienze che consentiranno di approfondire la conoscenza dei più recenti strumenti didattici e di valutazione.
Per maggiori informazioni >>
Il Convegno “In classe ho un bambino che… Apprendimento e aspetti relazionali a scuola” si rivolge a insegnanti di ogni ordine e grado, agli psicologi e agli operatori che lavorano nella scuola e per la scuola.
Il Convegno intende offrire una preziosa occasione di formazione e di confronto su temi legati all’apprendimento e ad aspetti di tipo emotivo e comportamentale, che necessariamente vengono a essere coinvolti nell’attività professionale.
L’insegnante si trova, infatti, sempre più spesso nella necessità di dover affrontare contemporaneamente le problematiche specifiche dei propri alunni e le difficoltà relative alla gestione del proprio ruolo di formatore. In tal senso la psicologia può offrire un utile e valido sostegno alla scuola e al personale docente. Il convegno intende collegare e integrare le prospettive psicologiche con quelle pedagogiche e didattiche: saranno oggetto di discussione, infatti, tanto le più comuni difficoltà di apprendimento che si incontrano nella scuola di oggi, quanto le variabili relative al benessere degli insegnanti o allo stress che talvolta si manifesta nello svolgimento della professione.
Non mancheranno confronti di esperienze per la facilitazione dell’inserimento dei bambini stranieri e approfondimenti per affrontare problematiche anche molto complesse come l’autismo. Il convegno si articola in due giornate: sessioni plenarie verranno affiancate da laboratori e da presentazioni di poster di esperienze che consentiranno di approfondire la conoscenza dei più recenti strumenti didattici e di valutazione.
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martedì 20 gennaio 2009
Gran Bretagna. Mano bionica impiantata su un ragazzo di 19 anni
La protesi i-Limb, con cinque dita in grado di regolare la presa, è stata impiantata a un giovane di 19 anni.
Una mano bionica rivoluzionaria, in grado di regolare la presa a seconda delle dimensioni dell'oggetto da afferrare e di muovere le cinque dita separatamente. Un ragazzo inglese di 19 anni, Evan Reynolds, è il secondo paziente britannico a cui l'innovativa protesi, chiamata i-Limb, è stata impiantata. Evan, di Haslemere nel Surrey, ha perso l'arto nel 2006, a causa di un incidente d'auto. «La gente sovente mi chiede come è cambiata la mia vita - spiega lo studente della University of West of England, a Bristol - è difficile spiegarlo. Ci sono centinaia di cose che si danno per scontate, ma che per me erano diventate impossibili: pelare una patata, afferrare una palla, aprire una bottiglietta d'acqua, ad esempio. Ora posso tornare a fare tutto ciò di cui ho bisogno», spiega sul sito web della Bbc.
E anche se non potrà esaudire il suo sogno di entrare nell'esercito, Evan è tornato alla sua vita di sempre, senza rinunciare allo sport. A scoprire la possibilità di dotarsi della rivoluzionaria protesi è stato il fratello del giovane, che aveva visto in tv un reportage su i-Limb. La mano bionica è il risultato di 20 anni di ricerca ed è stata eletta nel 2008 tra le 50 principali innovazioni dell'anno dalla rivista Time. La mano viene infilata sulla parte dell'arto monca e funziona grazie a sensori che captano le correnti mioelettriche nei muscoli della parte restante dell'arto e le trasmettono - tramite una batteria ricaricabile - alla protesi.
(fonte: Corriere.It)
Una mano bionica rivoluzionaria, in grado di regolare la presa a seconda delle dimensioni dell'oggetto da afferrare e di muovere le cinque dita separatamente. Un ragazzo inglese di 19 anni, Evan Reynolds, è il secondo paziente britannico a cui l'innovativa protesi, chiamata i-Limb, è stata impiantata. Evan, di Haslemere nel Surrey, ha perso l'arto nel 2006, a causa di un incidente d'auto. «La gente sovente mi chiede come è cambiata la mia vita - spiega lo studente della University of West of England, a Bristol - è difficile spiegarlo. Ci sono centinaia di cose che si danno per scontate, ma che per me erano diventate impossibili: pelare una patata, afferrare una palla, aprire una bottiglietta d'acqua, ad esempio. Ora posso tornare a fare tutto ciò di cui ho bisogno», spiega sul sito web della Bbc.
E anche se non potrà esaudire il suo sogno di entrare nell'esercito, Evan è tornato alla sua vita di sempre, senza rinunciare allo sport. A scoprire la possibilità di dotarsi della rivoluzionaria protesi è stato il fratello del giovane, che aveva visto in tv un reportage su i-Limb. La mano bionica è il risultato di 20 anni di ricerca ed è stata eletta nel 2008 tra le 50 principali innovazioni dell'anno dalla rivista Time. La mano viene infilata sulla parte dell'arto monca e funziona grazie a sensori che captano le correnti mioelettriche nei muscoli della parte restante dell'arto e le trasmettono - tramite una batteria ricaricabile - alla protesi.
(fonte: Corriere.It)
Meno diseguaglianze con la tecnologia: torna il Global Junior Challenge
Aperte le iscrizioni alla quinta edizione del concorso internazionale indetto dalla Fondazione Mondo digitale per ridurre le disuguaglianze nel mondo con la tecnologia, la creatività e l'innovazione sociale. In 4 anni valutati 2 mila progetti.
Sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione del Concorso internazionale Global Junior Challenge. Giunto alla quinta edizione, il concorso è indetto ogni due anni dalla Fondazione Mondo Digitale (struttura non profit presieduta dal linguista Tullio De Mauro, nata su iniziativa del Comune di Roma e di sei grandi aziende specializzate nel campo informatico) per combattere ogni forma di divario digitale e premia l’uso innovativo delle tecnologie nel campo della formazione, della solidarietà e della cooperazione interculturale. È aperto a tutti: scuole e università, istituzioni pubbliche e private, cooperative e associazioni culturali, imprese e privati cittadini. La scadenza per la registrazione dei progetti è il 30 luglio 2009.
In quattro edizioni gli esperti delle giurie hanno valutato più di 2 mila progetti realizzati in ogni parte del mondo. Hanno partecipato all’evento finale, spazio espositivo, convegni e premiazione, oltre 24 mila persone, provenienti da oltre 70 Paesi. Circa due milioni e mezzo i click sul sito www.e-inclusionsite.org per finanziare i progetti nei Paesi più poveri. Tra le novità dell’edizione 2009, in occasione dell'Anno europeo della creatività e dell'innovazione, una nuova categoria speciale “Creatività e innovazione sociale” e un convegno internazionale con i più importanti centri di ricerca-azione sull’innovazione sociale.
Per presentare un progetto occorre inserire le informazioni nel “form on line” (http://www.gjc.it/2009/), oppure spedire il modulo compilato per posta (Fondazione Mondo Digitale, via Umbria 7, 00187 Roma), via fax (06 42000442) o via mail (info@gjc.it ). Le informazioni sul concorso (categorie, form, regolamento) sono on line all’indirizzo http://www.gjc.it/2009/.
L'articolo completo su http://www.redattoresociale.it/
Sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione del Concorso internazionale Global Junior Challenge. Giunto alla quinta edizione, il concorso è indetto ogni due anni dalla Fondazione Mondo Digitale (struttura non profit presieduta dal linguista Tullio De Mauro, nata su iniziativa del Comune di Roma e di sei grandi aziende specializzate nel campo informatico) per combattere ogni forma di divario digitale e premia l’uso innovativo delle tecnologie nel campo della formazione, della solidarietà e della cooperazione interculturale. È aperto a tutti: scuole e università, istituzioni pubbliche e private, cooperative e associazioni culturali, imprese e privati cittadini. La scadenza per la registrazione dei progetti è il 30 luglio 2009.
In quattro edizioni gli esperti delle giurie hanno valutato più di 2 mila progetti realizzati in ogni parte del mondo. Hanno partecipato all’evento finale, spazio espositivo, convegni e premiazione, oltre 24 mila persone, provenienti da oltre 70 Paesi. Circa due milioni e mezzo i click sul sito www.e-inclusionsite.org per finanziare i progetti nei Paesi più poveri. Tra le novità dell’edizione 2009, in occasione dell'Anno europeo della creatività e dell'innovazione, una nuova categoria speciale “Creatività e innovazione sociale” e un convegno internazionale con i più importanti centri di ricerca-azione sull’innovazione sociale.
Per presentare un progetto occorre inserire le informazioni nel “form on line” (http://www.gjc.it/2009/), oppure spedire il modulo compilato per posta (Fondazione Mondo Digitale, via Umbria 7, 00187 Roma), via fax (06 42000442) o via mail (info@gjc.it ). Le informazioni sul concorso (categorie, form, regolamento) sono on line all’indirizzo http://www.gjc.it/2009/.
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lunedì 19 gennaio 2009
Miracoli per la vista. Lo speciale di RepubblicaTV
Non vedenti e ipovedenti. I nuovi ausili tecnologici e psicologici. Le frontiere della medicina.
In studio a Milano Fabio Pasinetti, maratoneta non vedente e Carla Perrotti, esploratrice e documentarista. In collegamento a Roma Filippo Cruciani, oftalmologo. Conduce Laura Fugnoli.
Guarda lo Speciale >>
In studio a Milano Fabio Pasinetti, maratoneta non vedente e Carla Perrotti, esploratrice e documentarista. In collegamento a Roma Filippo Cruciani, oftalmologo. Conduce Laura Fugnoli.
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Boston. Arriva il video-vocabolario
I ricercatori dell'Università di Boston stanno sviluppando un motore di ricerca per risalire al significato di un gesto che ancora non si conosce. Basterà ripeterlo davanti alla webcam.
Un video vocabolario hi-tech per il linguaggio dei segni, in cui è possibile risalire al significato di un gesto sconosciuto direttamente nella lingua desiderata, senza dover passare per la traduzione dall'inglese. Il complesso progetto è di Carol Neidle e Stan Sclaroff, i ricercatori dell’Università di Boston che, insieme a Vassilis Athistos dell’Università del Texas, stanno lavorando per realizzare questo speciale dizionario multimediale.
Per sapere quale gesto corrisponde a una certa parola basta consultare uno dei classici dizionari delle lingue dei segni. Rari e di difficile consultazione sono invece i vocabolari che permettono di risalire da un gesto sconosciuto al significato corrispondente. Il problema nasce dalle difficoltà di catalogazione: mentre per i vocaboli si utilizza l'ordine alfabetico, i gesti sono ciascuno la combinazione di diverse variabili, dal numero delle dita impiegate alla direzione del movimento, e non sono quindi classificabili in base a un parametro unico.
Su YouTube è ora possibile trovare una serie di gesti nella lingua dei segni americana, ma il significato è spiegato in lingua inglese. “È come fare una ricerca per un testo spagnolo utilizzando la traduzione delle parole in inglese”, commenta Scarloff: “È innaturale e crea non poche difficoltà”.
L'articolo completo su GalileoNet.It >>
Un video vocabolario hi-tech per il linguaggio dei segni, in cui è possibile risalire al significato di un gesto sconosciuto direttamente nella lingua desiderata, senza dover passare per la traduzione dall'inglese. Il complesso progetto è di Carol Neidle e Stan Sclaroff, i ricercatori dell’Università di Boston che, insieme a Vassilis Athistos dell’Università del Texas, stanno lavorando per realizzare questo speciale dizionario multimediale.
Per sapere quale gesto corrisponde a una certa parola basta consultare uno dei classici dizionari delle lingue dei segni. Rari e di difficile consultazione sono invece i vocabolari che permettono di risalire da un gesto sconosciuto al significato corrispondente. Il problema nasce dalle difficoltà di catalogazione: mentre per i vocaboli si utilizza l'ordine alfabetico, i gesti sono ciascuno la combinazione di diverse variabili, dal numero delle dita impiegate alla direzione del movimento, e non sono quindi classificabili in base a un parametro unico.
Su YouTube è ora possibile trovare una serie di gesti nella lingua dei segni americana, ma il significato è spiegato in lingua inglese. “È come fare una ricerca per un testo spagnolo utilizzando la traduzione delle parole in inglese”, commenta Scarloff: “È innaturale e crea non poche difficoltà”.
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venerdì 16 gennaio 2009
''Cinema senza barriere'' a Milano, Roma e Bari
Solo 3 in Italia le sale attrezzate per proiettare film fruibili da spettatori sordi, con sottotitolazione, o ciechi, grazie a un commento audio. Sono lo Spazio Oberdan di Milano, il cinema Farnese di Roma e il multicinema Galleria di Bari.
Sono solo tre in Italia le sale cinematografiche attrezzate per proiettare film che possono essere fruiti anche da spettatori sordi, grazie alla sottotitolazione, o ciechi, grazie a un apposito commento audio. Sono lo Spazio Oberdan di Milano, il cinema Farnese di Roma e il multicinema Galleria di Bari. Una rete, costruita negli ultimi tre anni, dall'associazione Aice di Milano con il progetto “Cinema senza barriere” e che mira a coinvolgere un numero sempre maggiore di cinema.
Attrezzare le sale con le strumentazioni adatte però non basta, “occorre coinvolgere le associazioni, promuovere il progetto e farlo conoscere, trovare enti locali e gestori che siano fortemente motivati per portare avanti questo progetto”, spiega Eva Schwarzwald di Aiace. La realizzazione dell'audiocommento, che descrive le scene agli spettatori ciechi, infatti è un processo lungo che richiede professionalità, tempi lunghi (che poco si conciliano con i temi della distribuzione cinematografica in sala) e costi elevati, circa 4mila euro a pellicola.
L'articolo completo su RedattoreSociale.It >>
Sono solo tre in Italia le sale cinematografiche attrezzate per proiettare film che possono essere fruiti anche da spettatori sordi, grazie alla sottotitolazione, o ciechi, grazie a un apposito commento audio. Sono lo Spazio Oberdan di Milano, il cinema Farnese di Roma e il multicinema Galleria di Bari. Una rete, costruita negli ultimi tre anni, dall'associazione Aice di Milano con il progetto “Cinema senza barriere” e che mira a coinvolgere un numero sempre maggiore di cinema.
Attrezzare le sale con le strumentazioni adatte però non basta, “occorre coinvolgere le associazioni, promuovere il progetto e farlo conoscere, trovare enti locali e gestori che siano fortemente motivati per portare avanti questo progetto”, spiega Eva Schwarzwald di Aiace. La realizzazione dell'audiocommento, che descrive le scene agli spettatori ciechi, infatti è un processo lungo che richiede professionalità, tempi lunghi (che poco si conciliano con i temi della distribuzione cinematografica in sala) e costi elevati, circa 4mila euro a pellicola.
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Matera. Al via nella ASM il progetto di telelavoro per un non vedente
Sarà attivata lunedì 19 gennaio la prima postazione di Telelavoro nell'Azienda sanitaria locale di Matera. L'iniziativa coinvolge un non vedente della provincia di Matera, già in servizio presso l'Azienda, che potrà svolgere le funzioni di centralinista da casa utilizzando le moderne tecnologie di comunicazione.
Il provvedimento segue all'avvio del progetto previsto dalla legge n.53/2000 (approvato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e proposto dall'Ufficio Relazioni sindacali della Asm), sulla attuazione di misure sul telelavoro che prevede, laddove sia tecnicamente possibile, prestazioni di lavoro al di fuori della sede naturale dell'Ente, utilizzando il supporto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
La decisione dell'Azienda segue a una richiesta del responsabile dell'Unità operativa Comunicazione-Ufficio Relazioni con il Pubblico, Pietro Centolanza, che tendeva anche a razionalizzare il servizio di centralino funzionante 24 ore al giorno. Positive valutazioni sono venute dal Direttore generale della Asm , Vito Gaudiano. " Il provvedimento - ha detto Gaudiano - che nasce da una precisa volontà del precedente direttore generale della Asl 4, Domenico Maroscia, consente di valorizzare benefici sociali e personali, oltre che a migliorare l'organizzazione del lavoro nell'ambito delle attività di servizio del centralino telefonico, ove opera un lavoratore non vedente della nostra Azienda''.
(fonte: MilleMedia.It)
Il provvedimento segue all'avvio del progetto previsto dalla legge n.53/2000 (approvato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e proposto dall'Ufficio Relazioni sindacali della Asm), sulla attuazione di misure sul telelavoro che prevede, laddove sia tecnicamente possibile, prestazioni di lavoro al di fuori della sede naturale dell'Ente, utilizzando il supporto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
La decisione dell'Azienda segue a una richiesta del responsabile dell'Unità operativa Comunicazione-Ufficio Relazioni con il Pubblico, Pietro Centolanza, che tendeva anche a razionalizzare il servizio di centralino funzionante 24 ore al giorno. Positive valutazioni sono venute dal Direttore generale della Asm , Vito Gaudiano. " Il provvedimento - ha detto Gaudiano - che nasce da una precisa volontà del precedente direttore generale della Asl 4, Domenico Maroscia, consente di valorizzare benefici sociali e personali, oltre che a migliorare l'organizzazione del lavoro nell'ambito delle attività di servizio del centralino telefonico, ove opera un lavoratore non vedente della nostra Azienda''.
(fonte: MilleMedia.It)
mercoledì 14 gennaio 2009
Cuneo. Genitori in rete per trovare soluzioni ai disturbi specifici dell'apprendimento
Dislessia, disgrafia, ma anche disortografia, discalculia e disprassia. La rete è composta da mamme e papà che hanno figli in questa situazione. L'obiettivo è approfondire l'argomento con insegnanti, formatori in generale o altri genitori.
Non è una malattia, non è un handicap e nulla ha a che vedere l’intelligenza, la poca voglia di studiare, i problemi di vista o le tensioni familiari. Il Dsa, disturbo specifico dell’apprendimento, si manifesta in cinque situazioni: dislessia (la più nota, difficoltà nei processi di lettura), disgrafia (per la scrittura), la disortografia (per la capacità di scrivere correttamente), discalculia (la difficoltà a calcolare in modo automatico) e la disprassia (riguardo ai movimenti scoordinati e la difficoltà a fare lavori di ‘manualità fine’).
Citando l’Organizzazione mondiale della sanità, ”tali abilità non possono essere svolte in modo corretto e fluente per una difficoltà di automazione dei processi di letto-scrittura e calcolo. Il D.S.A. si manifesta in assenza di disturbi sensoriali, cognitivi, neurologici e relazionali”.
Per condividere la propria esperienza, trovare delle soluzioni per i propri figli, far conoscere il problema, grazie a tre mamme della provincia di Cuneo, nel settembre 2008 nasce la “rete dei genitori Dsa”. “Chi non crede alle difficoltà caratteristiche dei Dsa – affermano- inevitabilmente rischia di fare danni biologici, psicologici e sociali irreparabili, non determinando le condizioni indispensabili per garantire anche a questi bambini/ragazzi pari opportunità di crescita sociale”.
Link www.retegenitoridsa.it
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Non è una malattia, non è un handicap e nulla ha a che vedere l’intelligenza, la poca voglia di studiare, i problemi di vista o le tensioni familiari. Il Dsa, disturbo specifico dell’apprendimento, si manifesta in cinque situazioni: dislessia (la più nota, difficoltà nei processi di lettura), disgrafia (per la scrittura), la disortografia (per la capacità di scrivere correttamente), discalculia (la difficoltà a calcolare in modo automatico) e la disprassia (riguardo ai movimenti scoordinati e la difficoltà a fare lavori di ‘manualità fine’).
Citando l’Organizzazione mondiale della sanità, ”tali abilità non possono essere svolte in modo corretto e fluente per una difficoltà di automazione dei processi di letto-scrittura e calcolo. Il D.S.A. si manifesta in assenza di disturbi sensoriali, cognitivi, neurologici e relazionali”.
Per condividere la propria esperienza, trovare delle soluzioni per i propri figli, far conoscere il problema, grazie a tre mamme della provincia di Cuneo, nel settembre 2008 nasce la “rete dei genitori Dsa”. “Chi non crede alle difficoltà caratteristiche dei Dsa – affermano- inevitabilmente rischia di fare danni biologici, psicologici e sociali irreparabili, non determinando le condizioni indispensabili per garantire anche a questi bambini/ragazzi pari opportunità di crescita sociale”.
Link www.retegenitoridsa.it
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Bologna. Lezioni di computer contro il disagio
Partono i corsi di informatica nelle 7 comunità di accoglienza del Cnca dell'Emilia Romagna. E' il progetto ''Informatica in comunità'', rivolto a oltre 700 persone con problemi di dipendenza, in difficoltà economica e disabili.
A scuola di informatica nelle comunità di accoglienza dell’Emilia Romagna. Succede con il progetto “Informatica in comunità”, che insegnerà a prendere confidenza con mouse e pc a oltre 700 ospiti dei sette centri Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) presenti in regione. Obiettivo del progetto è fornire uno strumento in più per favorire l’integrazione nel mondo del lavoro dei partecipanti: persone con problemi di dipendenze (da sostanze e da gioco), soggetti con disturbi alimentari, ma anche persone con disabilità, disoccupati e donne sole con figli a carico. L’iniziativa, che giunge alla terza edizione, riparte quindi a gennaio grazie alla collaborazione fra Cnca, Microsft e Fondazione Adecco per le pari opportunità. “Attraverso questi corsi – commenta Teresa Marzocchi, consigliere di Cnca – è possibile fare un primo passo per far sentire tutti i partecipanti più vicini alla società e alle sue innovazioni”.
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A scuola di informatica nelle comunità di accoglienza dell’Emilia Romagna. Succede con il progetto “Informatica in comunità”, che insegnerà a prendere confidenza con mouse e pc a oltre 700 ospiti dei sette centri Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) presenti in regione. Obiettivo del progetto è fornire uno strumento in più per favorire l’integrazione nel mondo del lavoro dei partecipanti: persone con problemi di dipendenze (da sostanze e da gioco), soggetti con disturbi alimentari, ma anche persone con disabilità, disoccupati e donne sole con figli a carico. L’iniziativa, che giunge alla terza edizione, riparte quindi a gennaio grazie alla collaborazione fra Cnca, Microsft e Fondazione Adecco per le pari opportunità. “Attraverso questi corsi – commenta Teresa Marzocchi, consigliere di Cnca – è possibile fare un primo passo per far sentire tutti i partecipanti più vicini alla società e alle sue innovazioni”.
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martedì 13 gennaio 2009
Tiflologia per l'Integrazione, n. 4, ottobre-dicembre 2008
Informo che il n.4/2008 di Tiflologia per l'Integrazione e' sul web alla pagina
http://www.bibciechi.it/pubblicazioni/tiflologia/200804/200804.htm
in formato RTF e Testo-DOS.
http://www.bibciechi.it/pubblicazioni/tiflologia/200804/200804.htm
in formato RTF e Testo-DOS.
Integrazione scolastica alunni con disabilità-Legge 440/97
Sono stati definiti dal MIUR, attraverso al CM n. 98 del 26/11/2008, i criteri di ripartizione del finaziamento di euro 4.775.000,00 (All. A) già previsti dalla Direttiva n. 69 del 06/08/2008 in favore di iniziative finalizzate al potenziamento e alla qualificazione dell'offerta di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. La circolare riporta i criteri di riparto delle risorse, le modalità di monitoraggio e verifica dei risultati raggiunti. Un ulteriore finanziamento pari a € 1.000.000,00 sarà destinato alla fornitura di testi in Braille e di altri strumenti utili agli studenti con disabilità visiva (All.B)
Leggi l'articolo completo su IntegrazioneScolastica.It >>
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Una nuova cam per non vedenti
L'annuncio arriva dal Massachussets Institute of Technology: gli scienziati del MIT hanno messo a punto una versione ridotta e corretta di una macchina che esiste da qualche tempo e che è in grado di superare le problematiche di diversi tipi di cecità ed ipovisione per restituire, se non la vista, almeno la possibilità di vedere immagini a certe condizioni.
A 20 anni dai primi esperimenti, i ricercatori guidati da Elizabeth Goldring hanno messo a punto quella che hanno definito seeing machine, macchina per vedere. Uno strumento nato grazie alla personalissima esperienza di Goldring: nel corso di un esame medico il laser oftalmoscopico con cui veniva esaminata aveva oltrepassato le emorragie del suo occhio raggiungendo la retina. Con alcune modifiche, quel laser è stato in grado di riprodurre sulla sua retina brevi parole e via via, con i successivi perfezionamenti, si è giunti a riprodurre vere e proprie immagini, ad esempio quella del volto di una persona.
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A 20 anni dai primi esperimenti, i ricercatori guidati da Elizabeth Goldring hanno messo a punto quella che hanno definito seeing machine, macchina per vedere. Uno strumento nato grazie alla personalissima esperienza di Goldring: nel corso di un esame medico il laser oftalmoscopico con cui veniva esaminata aveva oltrepassato le emorragie del suo occhio raggiungendo la retina. Con alcune modifiche, quel laser è stato in grado di riprodurre sulla sua retina brevi parole e via via, con i successivi perfezionamenti, si è giunti a riprodurre vere e proprie immagini, ad esempio quella del volto di una persona.
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sabato 10 gennaio 2009
Hi-tech, i prodotti touch-screen non considerano i ciechi
La diffusione sempre maggiore degli apparecchi elettronici touch-screen, cui ha contribuito soprattutto l’iPhone di Apple, sta preoccupando i non vedenti che temono che i produttori ignorino le loro esigenze.
Questa settimana, il cantante Stevie Wonder, che ha perso la vista da neonato, e altri hanno partecipato al Salone dell’elettronica di consumo a Las Vegas per persuadere i produttori a tenere in considerazione anche le esigenze delle persone non vedenti. Wonder ha detto che tra i suoi desideri ci sono un’auto che possa guidare personalmente e una radio satellitare Sirius XM da poter gestire. Il cantante ha ricordato che alcune aziende si sono adoperate affinché i propri prodotti siano più accessibili ai non vedenti. I sostenitori dei diritti dei non vedenti hanno sottolineato che se le case produttrici mettessero a punto apparecchi elettronici in grado di essere utilizzati anche dai ciechi, otterrebbero prodotti più semplici da usare anche per chi è dotato della vista. Con la sempre maggiore diffusione di prodotti touch screen, anche apparecchi di facile utilizzo come le tv e gli stereo sono diventati difficili da usare per i non vedenti dato che utilizzano diversi menù che devono per forza di cose essere visti. Le case produttrici stanno inserendo i sistemi touch screen in moltissimi prodotti dalle calcolatrici agli orologi, ai computer e ai lettori musicali.
(fonte: MyTech.It)
Questa settimana, il cantante Stevie Wonder, che ha perso la vista da neonato, e altri hanno partecipato al Salone dell’elettronica di consumo a Las Vegas per persuadere i produttori a tenere in considerazione anche le esigenze delle persone non vedenti. Wonder ha detto che tra i suoi desideri ci sono un’auto che possa guidare personalmente e una radio satellitare Sirius XM da poter gestire. Il cantante ha ricordato che alcune aziende si sono adoperate affinché i propri prodotti siano più accessibili ai non vedenti. I sostenitori dei diritti dei non vedenti hanno sottolineato che se le case produttrici mettessero a punto apparecchi elettronici in grado di essere utilizzati anche dai ciechi, otterrebbero prodotti più semplici da usare anche per chi è dotato della vista. Con la sempre maggiore diffusione di prodotti touch screen, anche apparecchi di facile utilizzo come le tv e gli stereo sono diventati difficili da usare per i non vedenti dato che utilizzano diversi menù che devono per forza di cose essere visti. Le case produttrici stanno inserendo i sistemi touch screen in moltissimi prodotti dalle calcolatrici agli orologi, ai computer e ai lettori musicali.
(fonte: MyTech.It)
Google Maps a portata di tastiera
Google Maps è una delle applicazioni più usate ed amate dall'utenza finale ma purtroppo accessibili e fruibili solo grazie al mouse.
Per tutti coloro che non possono usare il mouse - come i non vedenti e le persone con gravi disabilità degli arti motori superiori - Google Maps rimane una bella chimera del Web 2.0 impossibile da utilizzare.
Patrick H. Lauke, un famoso esperto di accessibilità web, ha pubblicato di recente un articolo tecnico ospitato nella sezione sviluppo e ricerca di Opera, che illustra gli sforzi per rendere Google Maps maggiormente accessibile da tastiera grazie ad una serie di accorgimenti javascript.
(fonte: ScaccoAlWeb.It)
Per tutti coloro che non possono usare il mouse - come i non vedenti e le persone con gravi disabilità degli arti motori superiori - Google Maps rimane una bella chimera del Web 2.0 impossibile da utilizzare.
Patrick H. Lauke, un famoso esperto di accessibilità web, ha pubblicato di recente un articolo tecnico ospitato nella sezione sviluppo e ricerca di Opera, che illustra gli sforzi per rendere Google Maps maggiormente accessibile da tastiera grazie ad una serie di accorgimenti javascript.
(fonte: ScaccoAlWeb.It)
giovedì 8 gennaio 2009
Il servizio "Tommaso!" sbarca a Lecco
L'ANS - Associazione Nazionale Subvedenti, nell'ambito del servizio "Tommaso!", in convenzione con l'Assessorato alla Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia, promuove un seminario di approfondimento sugli ausili ottici, elettronici ed informatici per ipovedenti e disabili visivi in genere.
L'iniziativa si rivolge ai medici "prescrittori", agli operatori presso gli uffici forniture protesiche, agli oculisti e a quanti si occupano a livello professionale di interagire coi disabili visivi.
I partecipanti potranno:
- conoscere le opportunità e le problematiche relative all'utilizzo degli ausili;
- familiarizzare con:
* diversi modelli di lenti d'ingrandimento, monocolini e occhiali speciali;
* videoingranditori da tavolo, portatili, tascabili, collegabili al PC e alla TV,con funzioni per il lontano (per vedere la lavagna, diapositive...);
* software ingrandenti, screen-reader e altre risorse per l'uso del PC;
* altri ausili e risorse per la lettura, anche tramite restituzione vocale.
- analizzare le problematiche relative alla fornitura di ausili (ASL e L.23/99);
- ricevere una cartellina ricca di informazioni e documentazione.
La partecipazione è gratuita.
A seguire e fino alle 16:00, su appuntamento, sono previsti incontri personalizzati con gli utenti allo scopo di far conoscere, provare e confrontare gli ausili.
per informazioni, adesioni e prenotazioni:
Associazione Nazionale Subvedenti - Milano
Tel/fax 02 70 63 28 50
Web http://www.subvedenti.it/Tommaso
e-mail info@subvedenti.it
L'iniziativa si rivolge ai medici "prescrittori", agli operatori presso gli uffici forniture protesiche, agli oculisti e a quanti si occupano a livello professionale di interagire coi disabili visivi.
I partecipanti potranno:
- conoscere le opportunità e le problematiche relative all'utilizzo degli ausili;
- familiarizzare con:
* diversi modelli di lenti d'ingrandimento, monocolini e occhiali speciali;
* videoingranditori da tavolo, portatili, tascabili, collegabili al PC e alla TV,con funzioni per il lontano (per vedere la lavagna, diapositive...);
* software ingrandenti, screen-reader e altre risorse per l'uso del PC;
* altri ausili e risorse per la lettura, anche tramite restituzione vocale.
- analizzare le problematiche relative alla fornitura di ausili (ASL e L.23/99);
- ricevere una cartellina ricca di informazioni e documentazione.
La partecipazione è gratuita.
A seguire e fino alle 16:00, su appuntamento, sono previsti incontri personalizzati con gli utenti allo scopo di far conoscere, provare e confrontare gli ausili.
per informazioni, adesioni e prenotazioni:
Associazione Nazionale Subvedenti - Milano
Tel/fax 02 70 63 28 50
Web http://www.subvedenti.it/Tommaso
e-mail info@subvedenti.it
AudiOdyssey, il videogame-sfida tra chi vede e chi no
Il gioco permette ai ragazzi non vedenti di competere con gli amici più fortunati. L'inventore è un talentuoso laureato del Mit, Eitan Glinert.
Se esiste una consolle che consente di utilizzare tutti i sensi e non soltanto la vista, è il Nintendo Wii. E' partito da questa semplice osservazione il brillante laureato in Scienze dell'Informatica, Eitan Glinert e i suoi colleghi del Gambit, il MIT di Singapore, il team che ha creato AudiOdissey. E' un videogioco che consente ai non vedenti di sfidare i loro amici più fortunati, senza sentirsi limitati dalla propria disabilità. E' gratuito e si può scaricare dal sito ufficiale del laboratorio.
Nel videogame i giocatori vestono i panni di un deejay in un locale affollato: il loro compito sarà creare con i loro movimenti un ritmo accattivante in grado di animare gli avventori. Muovendo la consolle si potrà creare una complessa struttura musicale e regalare la corona del vincitore al protagonista. "Molte persone -dice Eitan-, che non hanno mai giocato ai videogame, adesso non riescono più a farne a meno. Ho avuto l'idea, pensando a chi è rimasto escluso dal progresso tecnologico, a chi non ne ha beneficiato". Dopo aver passato in rassegna circa duecento titoli, lo studente ha notato "che esistevano giochi per non vedenti e giochi per chi invece vede, ma nessuno che coinvolgesse entrambi". Il prototipo è stato creato nell'estate del 2007 ed è già stato 'testato' da parecchi giocatori. Tra questi Alicia Verlanger che non vede da quando era bambina. "E' stato molto divertente -ha detto la ragazza- e spero di potere provare le altre creazioni di Eitan".
La prossima versione del gioco, al momento ancora in lavorazione, consentirà anche di sfidare altri utenti online.
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(fonte: AdnKronos.Com)
Se esiste una consolle che consente di utilizzare tutti i sensi e non soltanto la vista, è il Nintendo Wii. E' partito da questa semplice osservazione il brillante laureato in Scienze dell'Informatica, Eitan Glinert e i suoi colleghi del Gambit, il MIT di Singapore, il team che ha creato AudiOdissey. E' un videogioco che consente ai non vedenti di sfidare i loro amici più fortunati, senza sentirsi limitati dalla propria disabilità. E' gratuito e si può scaricare dal sito ufficiale del laboratorio.
Nel videogame i giocatori vestono i panni di un deejay in un locale affollato: il loro compito sarà creare con i loro movimenti un ritmo accattivante in grado di animare gli avventori. Muovendo la consolle si potrà creare una complessa struttura musicale e regalare la corona del vincitore al protagonista. "Molte persone -dice Eitan-, che non hanno mai giocato ai videogame, adesso non riescono più a farne a meno. Ho avuto l'idea, pensando a chi è rimasto escluso dal progresso tecnologico, a chi non ne ha beneficiato". Dopo aver passato in rassegna circa duecento titoli, lo studente ha notato "che esistevano giochi per non vedenti e giochi per chi invece vede, ma nessuno che coinvolgesse entrambi". Il prototipo è stato creato nell'estate del 2007 ed è già stato 'testato' da parecchi giocatori. Tra questi Alicia Verlanger che non vede da quando era bambina. "E' stato molto divertente -ha detto la ragazza- e spero di potere provare le altre creazioni di Eitan".
La prossima versione del gioco, al momento ancora in lavorazione, consentirà anche di sfidare altri utenti online.
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(fonte: AdnKronos.Com)
Calabria. A Pizzo laboratorio informatico per alunni disabili
Un progetto di laboratorio informatico per l'integrazione scolastica degli studenti che vivono con qualche difficoltà in più degli altri. E anche per agevolare il futuro ingresso nel mondo del lavoro.
VIBO VALENTIA - Pizzo si conferma "Comune solidale". Lo dimostra i vari progetti sociali, che sono stati predisposti, l'ultimo: "Io + Te......si può". Un progetto di laboratorio informatico per l'integrazione scolastica degli alunni disabili che il comune di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, si appresta ad avviare e che è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Fernando Nicotra.
Il progetto si pone l'obiettivo di "sviluppare l'integrazione scolastica degli alunni e migliorarne l'inserimento lavorativo, per combattere ogni forma di discriminazione, per ridurre l'abbandono scolastico e la disparità attualmente presente nella scuola". Il Comune di Pizzo riconosce nei soggetti disabili una grande risorsa per la crescita sociale ed economica del territorio, in quanto dall'impegno, dalla tenacia e dallo sforzo dei diversamente abili possono trarsi numerosi vantaggi collettivi: "la garanzia dell'effettivo esercizio del diritto allo studio ed alla formazione costituisce uno dei capitoli che maggiormente tocca il mondo delle persone con disabilità, in quanto condizione essenziale ai fini di una loro completa integrazione ed inclusione nella vita sociale e lavorativa".
L'Amministrazione comunale di Pizzo, al fine di favorire l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, intende impegnarsi , negli ambiti di propria competenza, all'attuazione dei seguenti interventi: acquisto di sussidi tecnici ed informatici, da utilizzare presso le strutture scolastiche, ai fini dell'integrazione dei soggetti disabili e del corretto svolgimento del progetto educativo personalizzato; fornire servizio di assistenza in ambito scolastico ai soggetti in situazione di handicap sulla base delle esigenze formulate nella diagnosi clinica e funzionale, attraverso l'assegnazione di personale di assistenza che partecipa con il personale docente all'attuazione del progetto educativo (assistenti alla persona).
(fonte: SuperAbile.It)
VIBO VALENTIA - Pizzo si conferma "Comune solidale". Lo dimostra i vari progetti sociali, che sono stati predisposti, l'ultimo: "Io + Te......si può". Un progetto di laboratorio informatico per l'integrazione scolastica degli alunni disabili che il comune di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, si appresta ad avviare e che è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Fernando Nicotra.
Il progetto si pone l'obiettivo di "sviluppare l'integrazione scolastica degli alunni e migliorarne l'inserimento lavorativo, per combattere ogni forma di discriminazione, per ridurre l'abbandono scolastico e la disparità attualmente presente nella scuola". Il Comune di Pizzo riconosce nei soggetti disabili una grande risorsa per la crescita sociale ed economica del territorio, in quanto dall'impegno, dalla tenacia e dallo sforzo dei diversamente abili possono trarsi numerosi vantaggi collettivi: "la garanzia dell'effettivo esercizio del diritto allo studio ed alla formazione costituisce uno dei capitoli che maggiormente tocca il mondo delle persone con disabilità, in quanto condizione essenziale ai fini di una loro completa integrazione ed inclusione nella vita sociale e lavorativa".
L'Amministrazione comunale di Pizzo, al fine di favorire l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, intende impegnarsi , negli ambiti di propria competenza, all'attuazione dei seguenti interventi: acquisto di sussidi tecnici ed informatici, da utilizzare presso le strutture scolastiche, ai fini dell'integrazione dei soggetti disabili e del corretto svolgimento del progetto educativo personalizzato; fornire servizio di assistenza in ambito scolastico ai soggetti in situazione di handicap sulla base delle esigenze formulate nella diagnosi clinica e funzionale, attraverso l'assegnazione di personale di assistenza che partecipa con il personale docente all'attuazione del progetto educativo (assistenti alla persona).
(fonte: SuperAbile.It)
lunedì 5 gennaio 2009
Lazio, via libera a legge sul telesoccorso per anziani e disabili
Il Consiglio regionale ha approvato la legge per l'istituzione del servizio gratuito di teleassistenza e di telesoccorso sanitari per anziani, portatori di handicap grave e ammalati cronici non ospedalizzati.
ROMA - Il Consiglio regionale ha approvato la legge per l'istituzione del servizio gratuito di teleassistenza e di telesoccorso sanitari per anziani, portatori di handicap grave e ammalati cronici non ospedalizzati. La legge, presentata dall'opposizione, ma passata con 40 voti favorevoli su 47 consiglieri presenti, ha come primo firmatario il capogruppo di Forza Italia, Alfredo Pallone. A usufruire del servizio saranno le seguenti categorie: cittadini ultra 75enni monoreddito o con reddito pensionistico inferiore ai diecimila euro annui e cittadini portatori di handicap gravi. Spetterà ai Comuni censire gli aventi diritto e comunicarli alle Asl del proprio territorio, cui invece spetterà il compito di provvedere materialmente allo svolgimento del servizio di teleassistenza e di telesoccorso, attraverso la stipula di convenzioni con società, organizzazioni onlus, imprese sociali ed enti non commerciali.
Leggi l'articolo completo su SuperAbile.It >>
ROMA - Il Consiglio regionale ha approvato la legge per l'istituzione del servizio gratuito di teleassistenza e di telesoccorso sanitari per anziani, portatori di handicap grave e ammalati cronici non ospedalizzati. La legge, presentata dall'opposizione, ma passata con 40 voti favorevoli su 47 consiglieri presenti, ha come primo firmatario il capogruppo di Forza Italia, Alfredo Pallone. A usufruire del servizio saranno le seguenti categorie: cittadini ultra 75enni monoreddito o con reddito pensionistico inferiore ai diecimila euro annui e cittadini portatori di handicap gravi. Spetterà ai Comuni censire gli aventi diritto e comunicarli alle Asl del proprio territorio, cui invece spetterà il compito di provvedere materialmente allo svolgimento del servizio di teleassistenza e di telesoccorso, attraverso la stipula di convenzioni con società, organizzazioni onlus, imprese sociali ed enti non commerciali.
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